Yes, I’m the great (thai curry) pretender

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Un fusello di pollo ha ben poco fascino da offrire all’obiettivo, e forse anche alla fantasia cuciniera, ed è in realtà quello che compro a volte quando arrivo la sera in macelleria con il black out del “e ora cosa prendo?”.

E’ anche vero che a me il pollo fa venire spesso voglia di esotico, e lontano, e speziato, e straniero, o almeno così era fino a quando l’arrivo di Daniele mi ha riportato a cucine dai sapori più semplici e basici.

Questo fusello solitario me lo sono ritrovata nel mini freezer ieri (altra giornata passata in casa di questo inverno lunghissimo in cui Daniele sta collezionando tutti i batteri e i virus catalogati dall’OMS) e ho deciso che quella mezza lattina di latte di cocco avanzata giorni fa da un’altra preparazione (ma va, sempre pollo) aveva trovato la sua destinazione.

Non potendo fare un thai curry vero, di quelli che ho imparato da Alex e dal libro “Spezie da tutto il mondo“, per mancanza di alcuni ingredienti, come la pasta di curry   (che non riesco a trovare – sì, a Roma c’è tutto, ma non proprio sotto casa) e la salsa di pesce (che comunque non comprerò più, perché non mi piace), ne ho fatto uno fintissimo.

Il latte di cocco c’è, ci sono la cannella, il sumac (ma l’ho mai ringraziata Daniela, per avermi inviato tanto tempo fa la prima preziosa scorta?), qualche grano di pepe di Sichuan (l’ho detto che è un finto thai!), i semi di coriandolo con il loro profumo inebriante quando li si pesta nel mortaio (lo avevo dimenticato!) e una quantità di peperoncino che non mi manda a fuoco il palato come succederebbe se seguissi alla lettera le dosi di Harkins Manisha.

Mi mancava qualcosa con cui dare una nota acidula (ma si può rimanere senza limoni?) e ho usato qualche goccia di acidulato di riso, che ci è stato benissimo.

Una montagna di scarola già lavata e in attesa di essere preparata (in una minestra con i fagioli e stufata con capperi, aglio, e acciughe) è stata provvidenziale. Qualche foglia rubata e tagliuzzata è finita in padella con il pollo. Che, insomma, era finto, ma buono!

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POLLO FINTO THAI

Ing x 2 persone

2 fusi di pollo

mezza lattina di latte di cocco

una decina di foglie di scarola liscia

la punta di un coltello di cannella macinata

un cucchiaino raso di peperoncino in polvere (o secondo i gusti!)

mezzo cucchiaino di sumac

mezzo cucchiaino di grani di pepe di Sichuan 

un cucchiaino colmo di semi di coriandolo pestati 

due cucchiai di acidulato di riso

sale

 Versare il latte di cocco in una padella dai bordi alti, versare le spezie e farlo scaldare a fuoco basso. Aggiungere il pollo, coprire e far cuocere per circa mezz’ora, rigirando i fusi un paio di volte e aggiungendo qualche cucchiaio di acqua calda se necessario (deve restare un bel sughetto). Aggiungere a metà cottura le foglie di scarola lavate e tagliate a listarelle, e verso la fine l’acidulato di riso. Cuocete ancora senza coperchio per 5 minuti e servite caldo, preferibilmente con del riso. Io la scarpetta l’ho fatta con il pane, l’ho detto che era un thai finto!

 

 

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