Verde Okra

OKRA IN PADELLA CON POMODORINI E PEPERONCINO

Qualche volta mi soffermo a pensare sul fatto che ormai è diventata quasi un’abitudine fare un po’ di spesa in Piazza Garibaldi prima di partire per Bari, il che finchè si tratta delle sfogliatelle di Attanasio potrebbe ritenersi normale, ma quando si tratta di verdura e altri cibi (vedi latte di cocco, semi e spezie varie) che spesso si fanno il viaggio di andata e pure quello di ritorno insieme a me, comincia a diventare curioso.
Curioso e un po’ anomalo si, ma non insensato, in fondo c’è sempre un’ombra di logica a sorreggere l’insieme di pensieri e di azioni che si sviluppano a grappolo nelle mie giornate e nei miei spostamenti, spostamenti che ormai sconfinano sempre più nettamente nel pendolarismo.

Ora, se gli unici negozi di alimenti etnici alla mia portata si trovano nei dintorni della stazione centrale, e se la stazione centrale non è proprio alla mia portata, se ne deduce che ogni attesa pre-viaggio si trasforma in un giro di spesa Alice-in-wonderland style.

Quegli strani peperoncini verdi in foto ovviamente peperoncini non sono :), si tratta invece di okra, un ortaggio originario dell’Africa nord occidentale che però ormai è diffuso (be’, diffuso, passatemi un po’ di sbruffonaggine aggratis, che’ fino a qualche giorno fa non sapevo neanche che esistesse :D) un po’ dappertutto, ed ha mille altri nomi che potrete trovare qui.

DI-CHE-SA
domanda fondamentale, la cui risposta è: un po’ di peperoncini verdi (friggitelli) un po’ di asparago selvatico.

COME SI CUCINA
Domanda lecita, la cui risposta è: in tanti modi, che certamente troverete girando in rete :). Io ho fatto un paio di esperimenti elementari, della serie “vediamo un po’ chi sei, a chi appartieni, e come ti comporti” 🙂

Mi tolgo subito il dente di raccontarvi quello fallito, descrivendovi – per il vostro bene – solo genericamente l’orribile Skifiltor che e’ venuto fuori bollendo l’okra tagliata a pezzi nell’acqua (che gia’ cosi era diventata uno sciroppo denso e vischioso) e poi frullando il tutto per ottenere una crema. Trust me, vi prego, NON fatelo 🙂
All’interno dell’okra c’è infatti una sostanza lattigginosa e appiccicosa, che però, magia, non è venuta fuori nell’esperimento n.2 (riuscito per fortuna)
Ho semplicemente tagliato longitudinalmente le bacche, liberate dai semi e fritte in padella come i classicissimi friggitelli, con pomodorini, aglio e peperoncino. Nessuna brutta sorpresa in questo caso, anzi, i commensali (che pur essendo di famiglia, anzi proprio per quello, le criiche non le risparmiano) ai quali avevo accuratamente nascosto il mostruoso blob, hanno apprezzato molto.

Questo è quanto. E se per caso vi steste chiedendo “ma dopo l’okra ci fai anche il Blu di Prussia?” come ha fatto la sister, non lo fate ad alta voce, vi prego, certe battute si perdonano solo grazie ai legami di sangue 😀

Aggiornamenti (per evitare l’effetto viscido)

Rosy dice che in Brasile, dove l’okra si chiama Quiabo, suggerisce di tenere l’okra quanto piu’ possibile asciutta prima di cuocerla.

Saruk invece ha imparato da un’amica greca che basta immergere l’okra in acqua e aceto dopo aver tolto il picciolo.

AggiornamentI parte II, Roma Ottobre 2013

Mi è ricapitato finalmente di ritrovare l’okra a Roma, ma era più lunga di questa in foto, corca 20 cm dompreso il picciolo. L’ho preparata saltata in padella, come nella ricetta qui sopra, ma era immangiabile: non era tenera, e presentava dei fastidiosi fili, più spessi di quelli dei fagiolini. Probabilmente era troppo grande, per cui consiglio di scegliere delle bacche lunghe 10.12 cm al massimo.

Grazie! Ora non resta davvero che riprovare 🙂

PS: prima che sia troppo tardi mi preme segnalarvi un’altra delle cene musicali organizzate dalla rivista Papageno On Line:

“GENIALE … E GOLOSO”

Cena di Note – Giovedì 2 luglio Hotel Relais Monaco – Ponzano Veneto Tv Gli artisti “storici” che cantarono l’arte culinaria: da Rossini a Donizetti, da Bizet a Bernstein e Offenbach. E in tavola, i talenti “moderni” di Mimmo Salerno, Ana Ros e Andrea Stella

Ing: 250 di okra

6-7 pomodorini ciliegia
un cucchiaino di peperoncino tritato
uno spicchio di aglio
sale
Olio extravergine di oliva

Tempo di preparazione: 30 minuti

Lavare l’okra , tagliare il picciolo, poi tagliare in due le bacche e liberarle dai semi interni.
In una padella di ferro riscaldare circa 5 0 6 cucchiai di olio extravergine, aggiungere lo spicchio d’aglio tagliato e far soffriggere leggermente, poi aggiungere l’ocra e coprire. Laciar cuocere 10 minuti, poi aggiungere i pomodorini ciliegia lavati e tagliati a metà ed il peperoncino, salare, mescolare e far cuocere ancora 5 minuti.
Servire caldo o a temperatura ambiente (con tanto pane, perchè anche qui ci scappa la scarpetta 🙂

OKRA WITH CHERRY TOMATOES AND RED CHILLY


Ing: 250 of okra (gumbo)

6-7 cherry tomatoes

a teaspoon of crushed red chilli pepper

a clove of garlic

salt

Extra virgin olive oil

Preparation time: 30 minutes

Wash the okra, cut the stalk, then cut into two halves the berries and remove the seeds. In a cast iron pan heat about 5 0 6 tablespoons of extra virgin olive oil, add the clove of garlic chopped and sauté lightly, then add the okra and cover. Cook 10 minutes, then add cherry tomatoes, washed and cut in half and hot pepper, salt, mix and cook 5 minutes more. Serve warm or at room temperature.

Print Friendly

43 Comments on “Verde Okra”

  1. Li cerco da millenni questi cosetti qui…li ho trovati in scatola a milano, ma non li ho comprati perchè già conditi…nella mia mente sta sorgendo l'idea di coltivarli da me…

  2. Caspita ^_^
    Si trovano tutte queste cose a Bari? 😛
    Che strani che sono, non li ho mai provati 🙂
    Che ridere il racconto familiare, chissà perchè mi ricorda qualcosa O_o
    Ma poi perchè sono sempre così diffidenti per partito preso se non si tratta del classico ragù con le orecchiette?
    .oO(che lotta persa in partenza :/ )

  3. L'okra la conosco solo di nome, in nessun mercato di Bologna l'ho mai vista…però il suo sapore mi incuriosisce molto e la padellata che ne hai fatto mi sembra davvero molto sfiziosa e profumata
    Un bacione
    fra

  4. Conosco visibilmente questo ortaggio strano che ho toccato annusato e poi ho lasciato perché proprio non sapevo cosa farci…se ha il sapore dei friggitielli e degli asparagi allora la prossima volta voglio sperimentare anch'io la tua ricettina semplice giusto per conoscere l'okra.
    :-)))****

  5. E io che vivo a Napoli dalla nascita ignoravo che l'okra si trovasse! Mi hai aperto nuove prospettive, accidenti! Vero è che fare la spesa intorno alla stazione centrale non è proprio pratico, per me, ma magari una scappata là, prima o poi… Grazie!

  6. @ilcucchiaio d'oro
    la curiosita' e' femmina…ma il detto andrebbe cambiato in “la curiosita' e' food blogger” 🙂

    @mika
    chissa' come sono conditi quelli in scatola!
    Possibile che li' a MI non ci siano negozia africani ( che poi il mio era cinese, vabbbe' :P)

    @Marilì di GustoShop
    cerco di immaginare il mercato di cui parli, i suoi colori, tutti i prodotti sconosciuti….wow 🙂

    @Genny
    occapperi, e' commestibile, te lo assicuro 😀

    @Daphne
    Caspita ^_^
    No cara, li ho trovati in un piccolo supermercato vicino alla stazione FS di Napoli…a BAri non ci provo neanche, per quanto, al NAturaSi si trovano spesso belle cosine)

    @Saretta
    Allora spadellati col pomodoro sono quasi originali??Ah Aha, bene!! 🙂

    @Fra
    io invece non la conoscevo, pensa che quando ho chieso alla ragazza come si chiamasse, avevo capito “okala”…fortuna che poi me lo sono fatto scrivere su un biglietto, altrimneti sarei impazzita a cercare l'okala sul web!

    @Mariluna
    Provala, il sapore e' buono e per nulla sconvolgente, l'importante e' non far liberare quella cosa viscidina 😛 Un bacione!

    @Giovanna
    anche io alla fine mi limito semrpe perche' non e' che posso viaggiare proprio con le buste della spesa, e quando prenddo il pullman di ritorno sono sempre di corsa per andare al alvoro..cmq questo supermercatino e' in via Novara, sulla sx, subito dopo l'Edelweiss 😀

  7. ahahahahahahahahahahah, non ce la faccio più mi manca il respiro ihihihihihihih, durante la lettura immaginavo la scena ed avevo un sorriso bello largo, la mia risata è diventata fragorosa al punto in cui la sister ti ha propostio il blu di prussia in effetti una battuta simile era venuta anche a me quindi mi astengo dal commentare visto che non ci sono (purtroppo) legami di sangue
    mi facisti ridere assai bedda
    e come al solito ne so ancora una in più grazie a te.
    Il titolo è fantastico ****
    cla

  8. Ciao….. ho conosciuto il tuo blog adesso, e con grande gioia ho trovato da me se dice (Quiabo), portugues…. sono brasiliana, e quando arrivo in Sao Paulo amici preparano il piatto che a me piace tanto Quiabo com Frango, (OKRA CON POLLO). Il Problemma di okra quando lo cucine è che se non sai fare bene, esci una acqua densa un po' fastidiosa, per preparare deve essere molto asciutta. Salutii
    Rosi
    frorol@tele2.it

  9. A me l'ocra piace moltissimo, ma qua a Mantova è quasi impossibile da trovare…
    A me ha insegnato a preparali una cara amica greca, perchè dalle sue parti li usano molto. Per lavarli dopo aver tolto il picciolo li immerge in acqua e aceto, e questo aiuta a torgliere la sostanza vischiosa che c'è all'interno.

  10. @Claudia
    ma noi siamo sister in telepatia..o no????? 😀
    Mo' te lo dico in segreto, ma mi ha fatto troppo ridere mia sorella, ah ah!!! Per punirla devo cervare davvero qualcosa da mangiare di colore blu di prussia 😀
    Ti abbraccio forte forte (ma solo per farti smettere di ridere!!!!!!!! :D) :*

    @Rosy
    il tuo consiglio sul fatto che l'okra deve essere asciutta e' utilissimo, lo inserisco anche nel post..ma ora sono curiosa di sapere come si fa l'okra con il pollo (anzi quiabo)!! Grazie mille di aver lasciato un commento, non so in quale citta' abito, ma spero che non ti faccia sentire troppo la mancanza del Brasile 🙂

    @astrofiammante
    eh si, se si animava il blob e mi divorava c'era da ridere 😀 Ciao!!

    @Elga
    la parola sbigattare mi ha fatto sbigattare 😀 Non la conoscevo!!

    @Saruk
    inserisco anche il tuo suggerimento nel post, e' davvero prezioso, e poi non sapevo che fossero diffusi anche in Grecia. Ciao, e grazie!

    @Micaela
    non e' colpa mia, e' quel negozio che e' pieno di tentazioni 😉

    @dada

    Saretta dice che li mangiava spadellati col pomodoro anche in Egitto…cucina
    mediterranea, insomma!

  11. Bellissimi, li voglio!
    Non li ho mai visti e nemmeno ne ho mai sentito parlare ma sono sicura che qua a Berlino non avrò problemi a trovare questa 'stranezza'… prima o poi.
    Un bacione!
    m.

  12. erano diversi anni che non le vedevo più, so che le ritengono una prelibatezza nei paesi arabi, proverò a chiedere a qualche amico se hanno qualche informaizne in più

  13. ma tu pensa! Nella prima foto pensavo fossero zucchinette, nella seconda pensavo fossero fagiolini con pomodorini… poi leggo e mi chiarisco le idee. ahhahhahaah

    “Dimmi come cucini l'okra e ti dirò chi sei” :DD
    Mi ispira tantissimo quest'okra ma quindi.. sarebbe come un ortaggio?

  14. Mai visti, anche io pensavo si trattasse di piccole zucchine…Quindi ora se mai dovessi vederli da qualche parte qui in giro, quello che dovrò fare è portarmeli a casa, rileggere con attenzione il tuo post e sperimentare 🙂

    ciaoooo!

  15. …a parte che a parte l'ombra di logica che origina ogni tuo pensiero e azione, qualche volta è davvero, a sua volta, avvolta in un'ombra molto fitta.. :))) … però, tant,è… il soprannome “scienziata pazza” che ti ho affettuosamente affibbiato sin dall'adolescenza (coniato dalla sottoscritta ovviamente), non te lo sei mica guadagnato senza meriti.. :))))
    E cmq….. se cerchi bene, in altri mercatini e/o supermercati etnici.. sono certa che l'ortaggio / verdura / alga “Blu di Prussia”, da qualche parte nel mondo, esiste!!! :))))))
    Bacio, sorella 🙂

  16. @Claudia
    se ti accontenti di una tele-sister rinco che nonsa neanche leggere la data del tuo compleanno,,ah ah, ma ora l'ho imparata!! Auguroni, anche di qua :*)

    @MAriù
    si,si, sono convinta anche io 😀

    @fiordivanilla
    si. esattamente, è un ortaggio!! Un po' strano per quel liquido lattigginoso, ma se lo compri e segui i consigli del post sono sicura che ti piacerà 🙂

    @Aiuolik
    andrebbero bene anche con il regime controllato 😉

    @Sister di sangue
    blu di Prussia forse no, ma col blu oltremare ci siamo quasi 😀
    un bacio grande dalla pazza assonnata, la scienza mi sa che l'ho persa per strada :))

    @Federica
    Parole sante! E per fortuna, sennò sarebbe una noia 😛 Ciao!

  17. ma che okra è l'okra????non lo saprò mai …lo so che non lo saprò…mangerò peperoni e asparagi insieme per saperlo…mentre adoro la tua torta di mele si l'adoro si si si ! ciauusbaciuz

  18. Come ti dicevo già su flickr mi lascia perplessa proprio quella consistenza viscidina, tuttavia non posso dire che non mi piaccia l'okra! La prossima volta prova a lasciarli interi. La mia amica, sposata con un egiziano, li fa sempre in padella col pomodoro come li fai tu, ma lasciandoli interi.
    Baci
    Alex

  19. Ciao! vorrei fare un commento… intanto hai azzeccatto con il sperimento no.2, perche giustamente, qua in Brasile (sono qui, e di qui) il quiabo (okra) va nel soffritto, se lo cuoce, non va bene. O lo lasci nell'acqua con l'aceto come hai detto tu oppure aggiuge un po di limone o aceto nel soffritto quando questo inizia a friggere. Quello toglie la bava! (la chiamiamo cosi). Ma basta lasciarlo andare che quella va via. Buona anche che sia asciuto per bene. Da me si fa con il pollo (frigge il quiabo toglie via, frigge il pollo, rimete il quiabo, mette il coperchio lascia andare un po. Un'arte.

  20. MMmmmm!!! Buonooo!!!! A Cuba si chiama “quimbombo” si cucina insieme alla carne ma anche da solo, comunque sempre con sughetti vari. Ha un sapore delicato e davvero speciale. C'è addiritura una canzone famosa, un Son dedicato metaforicamente all'Okra(quimbombo) “Quimbombo que resbala pa la yuca seca” cercatelo su youtube 😉
    choco-latina

  21. ciao raga….. sono ALTIN e sono albanese, ma risiedo in italia dal 1991. Questa prelibateza si trova anche in Albania e si chiama “BAMJE” . da noi si cucina in umido al forno o con la carne, ma io la preferisco al forno perche con la carne perde il suo sapere che e una delizia,

  22. Ciao Altin, è una combinazione o no che proprio ogg l'abbiano fatta vedere in un servizio televisivo? Grazie per aver dato la testimonianza albanese: quindi al forno non rilascia quella sostanza appiccicosa?

  23. Ciao ciboulette… si oggi ho visto su donna aventura un servizio sulle “bamje” e cosi ho saputo che qui si chiamano ocra. poi sono andato a curiosare in internet ho visto questo blog. ti confermo che al forno non rilasciano tanto quella sostanza appiccicosa anche se quella sostanza e sinonimo di frescheza. quando li compriamo in albania in estate e li consumiamo li quella sostanza la rilasciano un po anche al forno, ma se li portiamo qui in italia e mia mamma li conserva in freezer per un mese o due quando li prepara non rilasciano quella sostanza. mio padre(pace al anima sua) li aveva coltivati anche qui(io abito a Bergamo)ne ha raccolti parecchio. un particolare divertente: qualquno dei miei vicininon riconoscendo la pianta hano pensato bene di chiamare i vigili pensando che fosse un stupefacente e i vigili ci hano messo un po a capire che si trattava di un ortaggio. e che ortaggio una delizia per il palato. ciao ciao

  24. Ciao ragazzi, non saprei dove acquistare i semi di okra….qualcuno sa se per caso basta estrarre i semi dai frutti e poi seminarli per ottenere le piante o come funziona?????? Grazie

  25. Cara Ciboulette,sei gentilissima…speriamo che qualcuno dei tuoi amici ci sappia rispondere…Provo a svelarvi un segreto riguardo la sostanza gelatinosa che l'okra rilascia quando si cucina…bisognerebbe scottarle in una padella antiaderente per due motivi: 1) per evitare che si formi quel liquido viscido e 2)per fare si che rimangono intere dopo la cottura. Assolutamente non tagliarle cosi non perdono il gusto…consiglio di lavarle ed asciugarle una ad una prima di scottarle xché gli scizzi d'olio bollente sono in agguatto…anche la mia ricetta come qualcuno ha scritto sopra è far soffriggere la cipolla a parte, aggiungere l'okra scottata, un pò di salsa di pomodoro, una foglia di alloro, uno spicchio d'aglio, sale, pepe e origano. Lasciare cucinare per circa mezz'ora aggiungendo acqua di volta in volta e alla fine 2-3 foglie di basilico e COTTO E MANGIATO 🙂 Aspetto commenti da chi prova questa ricetta 🙂

  26. Stavo cercando una ricetta per cucinarli perchè li ho trovati surgelati all'Eurospin dietro casa mia.
    Vorrei proprio evitare l'effetto skifidol dato che mi piacerebbe li assaggiasse anche mia figlia (8 anni e palato difficile…). Mi consigli il lavaggio in acqua e aceto o l'eliminazione dei semi?
    Ciao e grazie

  27. Anna,
    io purtroppo non ho piu' avuto occasione di rifare l'okra, e quindi di provare le diverse tecniche per eliminare la “bava” :), ma se dai un'occhiata ai commenti qua sopra vedrai che ci sono alcuni punti comuni:

    1) Friggerla in padella va bene (come ho fatto io nel mio esperimento, mentre lessarla in acqua no
    2)Oppure immergerla in acqua e aceto prima della cottura
    3)Oppure cuocerla nel forno

    Io posso garantire solo per la tecnica della frittura in padella, che e' qualla che ho provato, sorry…fammi sapere come va! 🙂

  28. Provate ieri sera con discreto successo!
    Le ho lasciate intere come sono uscite dal pacchetto dato che erano piuttosto piccole, le ho coperte con acqua e aceto e bollite nel forno a microonde per 15 minuti, ho preparato a parte un bel sugo di pomodoro e dopo averle sciacquate le ho saltate nel sugo e cotte per altri 15 minuti.
    Hanno sempre quel vago gusto mucillacinoso ma erano buone, magari solo meno saporite di quelle fresche. Le ho servite con delle scaloppine di tacchino.
    Grazie

  29. In Brasile si chiama QUIABO. Se cucina, da solo, con la carne, con bacalla. Mia nonna meteva un cuchiaino di aceto qdo cucinava o un pomodoro per toglie la bava, io voglio comprare ma nao riesco a trovare.

Rispondi a Micaela Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *