I tozzetti alle nocciole dei Calicanti, quelli dolci

Tozzetti alle nocciole

Per una che si sarebbe messa a dieta da qualche giorno, preparare i tozzetti alle nocciole non è esattamente una facilitazione: a meno che non abbiate un carattere di quelli che si esaltano quando ci sono delle sfide, vi consiglierei di non farli, se non avete sufficiente forza di volontà per non farvene fuori una decina  con la scusa che “tanto uno con il caffè cosa potrà mai fare”.

I tozzetti sono pasticcini secchi tipici del Lazio e ed in particolare della zona della Tuscia, cugini di quei cantuccini tanto famosi, colpevoli tra l’altro di avermi fatto cedere, perchè se un marito ti chiede dopo cena “ma, che c’è mica un cantuccino?” una sera, e poi due, e poi tre, alla fine cedi.

La ricetta viene da La cucina di Roma e del Lazio dei Calicanti: mi rendo conto che corro il rischio di essere noiosa, ho perso il conto delle volte che l’ho citato, ma era da tanto tempo che non spolpavo un libro come mi sta succedendo con questo, sono cose che succedono quando un libro è bello e fatto bene. La mia prima cacio e pepe casalinga, storica anche perché per la prima volta ho usato un pecorino che non mi ha martellato i neuroni olfattivi, l’ho fatta con cotanto supporto morale, ma questa è un’altra storia.

D’altra parte quando uscì, io lo dissi che ero felice, perchè mi serviva come il pane un libro così, che mi facesse conoscere la cucina della città e della regione che mi ospita, e di cui mi potessi fidare come di un intero parentado putativo romano da generazioni, e così è stato.

Ho apportato solo una modifica alla ricetta originale, riducendo lo zucchero da 300 g a 200, che, a mio parere, sono più che sufficienti, e solo per pigrizia non ho spennellato i salsicciotti con l’albume: attenzione a far raffreddare i salsicciotti dopo la prima cottura, un passaggio che io ho saltato per distrazione, mi è sfuggito questo passaggio leggendo (ustionandomi anche le dita per tagliarli caldi), e che ha fatto sì che si sbriciolassero un po’ durante il taglio.

Il titolo si riferisce al fatto che nella sezione Rimescolando del libro c’è anche una variante salata, con il pecorino, fortunata me ad averli assaggiati proprio alla presentazione, fatti dalle mani calicante 🙂

Le nocciole di Vallerano, citate dagli autori, rientrano nella categoria della nocciola romana DOP, coltivata soprattutto nella provincia di Viterbo**.

Il “triangolo delle Bermuda” delle nocciole migliori in quel territorio, mi dicono sia il triangolo CapranicaCaprarolaRonciglione, grazie alla quota ottimale, rispetto ai restanti comuni**.

Le mie nocciole venivano da un alberello sugli Alburni, grazie alla suocera, praticamente  una DOP familiare!

**Grazie per le info nocciolifere a Giovanna e Carlo, rispettivamente cognata in Campania e collega viterbese, entrambi esperti sull’argomento.

TOZZETTI ALLE NOCCIOLE

Ing:

500 g farina 0

100 g olio d’oliva extravergine

200 g di zucchero (anzichè i 300 indicati nell’originale)

3 uova + un albume

mezza bustina di lievito per dolci

la scorza grattugiata di un limone non trattato

300 g di nocciole

 

Preriscaldare il forno a 180°.

Tritare 150 g di nocciole (io aggiungo sempre un po’ di zucchero – sottraendolo al totale – per evitare che fuoriesca l’olio). Montare le uova con il restante zucchero, poi aggiungere l’olio, sempre continuando a mescolare, le nocciole tritate,  la scorza di limone e poco alla volta la farina setacciata con il lievito. Man mano il composto diventerà più denso: rovesciatelo sulla spianatoia infarinata e incorporate le nocciole intere. A me mancavano 50 g di nocciole e le ho sostituite con pari peso di mandorle.

Formare dei salsicciotti larghi 3-4 dita e adagiateli, distanziati, sulla placca da forno rivestita di carta forno: se non siete pigri come me spennellateli con l’albume. Cuocete a 180° per 20-25 minuti, poi lasciateli raffreddare e quando sono tiepidi tagliateli a fette trasversali larghe circa 1 cm con un coltello affilato e fate cuocere i biscotti così ottenuti ancora per 5′, poi far asciugare in forno. Io ho dovuto fare più infornate, per cui li ho lasciati asciugare fuori dal forno, su delle gratelle.

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Tozzetti are delicious cookies typical of Rome and Lazio, especially of the north zone called Tuscia. They are very similar to the more famous Tuscany cantuccini, but they are made with hazelnuts instead of almonds.

This recipe come from the beautiful book (already mentioned for castagnole) “La cucina di Roma e del Lazio“, and it was perfect. I just put less sugar (200 g instead of 300) and I found this quantity was enough.

HAZELNUT TOZZETTI

ing:

500 g plain flour

100 g extra virgin olive oil

200 g sugar (instead of the 300 g in the original recipe)

3 eggs + one egg white

half a bag of baking powder

the grated rind of an untreated lemon

300 g of hazelnuts

 
Preheat oven to 180 ° (356 °F).

Chop 150 g of the hazelnuts (I always add some sugar – subtractingit to the total amount- to prevent the oil come out from dried fruits like hazelnuts, walnuts and almonds). Beat the eggs with the remaining sugar, then add the oil continuing to mix, then chopped hazelnuts, lemon zest and little by little the flour sifted with baking powder. Step by step the mixture becomes denser and denser: pour it over a floured surface and incorporate the whole hazelnuts. I missed 50 g of hazelnuts so replaced them with the same weight of almonds.

Form sausages 3-4 fingers wide and place them, well spaced, on a baking pan covered with parchment paper: if you are not lazy like me brush them with the egg white. Bake at 180 degrees for 20-25 minutes, then let cool and when warm cut them into slices about 1 cm wide  with a sharp knife and cook the biscuits for 5 ‘, then let dry in the oven. I had to bake more pans, so I let them dry out of the oven, on a grid.

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4 Comments on “I tozzetti alle nocciole dei Calicanti, quelli dolci”

  1. Grazie Elvira, di ricetta e parole! Noi qui per parte nostra siam felici che il libro ti serva, di meglio non potevamo chiedere…
    Maite
    PS per la dose di zucchero noi dovremmo lottare con il fotografo che sostiene che siamo sempre troppo “amare”

  2. Lascia stare..i biscotti( e specie i cantuccini o tozzetto o simili) sono la mia rovina!!!!!
    ma uno non fa male dai!;)JHem riuscire a fermarsi a uno!
    baci

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