Stroncatura, con dedica

stroncatura

 

Che nome curioso per un piatto di pasta, la stroncatura.

Eppure è così che si chiama questo condimento assolutamente mediterraneo che viene da Reggio Calabria e che mi ha fatto conoscere la mia cara amica Carmen, che ogni tanto ritorna su queste pagine.

E’ curiosa anche la storia della nostra amicizia, una storia di ordinaria straordinarietà, come forse lo sono tutte le storie di amicizia. Lei è stato il primo volto amico che ho trovato a Napoli, nella mia unica e fortunata esperienza di condivisione di un appartamento con una perfetta sconosciuta, che addirittura sognai, la notte prima di conoscerla, con una chioma di capelli lunghissimi, neri e folti raccolti in una grossa treccia. Curioso il fatto che il mio sogno si focalizzasse sulla chioma, perchè, come forse ricordate, la testolina fittamente riccia di Carmen è uno dei suoi tratti caratteristici.

Solare, ottimista, pratica, capace di infondermi sicurezza: ho pensato spesso che se fossi stata uomo me la sarei sposata, Carmencita, e invece lei ha sposato un altro.

Proprio lui ha portato in dote dalla sua bellissima Calabria questa ricetta di pasta tanto semplice quanto deliziosa, che mi è stata insegnata proprio nei giorni in cui stavamo lasciando la Campania, e che mi porto insieme gelosamente, perchè in quelle sere in cui c’è poco tempo, poche idee e pochi ingredienti, è veramente un regalo.

Questa stroncatura dunque è per loro due, e per la piccola, meravigliosa Miriam, che, per gli strani casi della vita, è arrivata quasi in contemporanea a Daniele. E loro due non lo sanno, ma sono amici di cordone ombelicale.

STRONCATURA

Per 2 persone

180 g di spaghetti*

una manciata di capperi sotto sale

6-7 olive (per me nere, al forno)

2 acciughine

una manciata di pangrattato

uno spicchio d’aglio

mezzo peperoncino

Olio extravergine di oliva, sale grosso

*Io (ma il marito di più) sono affezionata più o meno da 15 anni agli spaghetti alla chitarra della Garofalo, che teniamo in dispensa come la coperta di Linus, guai se mancano)

  Mettete a bollire l’acqua per la pasta.

In una larga padella mettete una quantità generosa di olio extravergine e fate soffriggere dolcemente lo spicchio d’aglio pelato e schiacciato, il peperoncino, le acciughe spezzettate, i capperi sciacquati e asciugati, le olive denocciolate e tagliate a pezzi.

Se avete tempo farte tostare in un’altra padellina il pangrattato, altrimenti va bene anche tal quale.

Cuocete gli spaghetti, toglieteli al dente conservando un po’ dell’acqua di cottura, scolateli e versateli nella padella con il condimento (a cui avrete tolto lo spicchio d’aglio e il peperoncino), aggiungete il pangrattato e fate saltare per un minuto, aggiungendo un po’ d’acqua di cottura.

Servite immediatamente.

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“STRONCATURA” is a strange name for a pasta sauce: it means “slating”!

Simple, delicious, very Mediterranean food, I learned it from the husband of one of my dearest friends, coming from Reggio Calabria. With few ingredients and some good quality pasta, you’ll solve your dinner when time and fantasy languish.

STRONCATURA
For 2 people

180 g of spaghetti *

a handful salted capers

6-7 olives (black for me, baked)

2 anchovies

a handful of breadcrumbs

a clove of garlic

half chilli

Extra virgin olive oil, coarse salt

* My husband and I are addicted to “spaghetti alla chitarra Garofalo” since about 15 years, never be minning in our kitchen)
 
Bring a large pot of water to boil.

In a large pan put a generous quantity of extravirgin olive oil and gently fry in the garlic clove peeled and crusched, chilli, chopped anchovies, capers rinsed and dried, olives cut into pieces.

If you have enough time, toast the bread crumbs in another nonsticky pan, otherwise it’s not strictly necessary.

Cook the spaghetti until slightly undercooked, remove them keeping a cup of cooking water, drain and pour into the pan with the seasonning (from where you will have removed the garlic clove and chili pepper), add the bread crumbs and saute for a minute, adding a little cooking water.

Serve immediately.

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5 Comments on “Stroncatura, con dedica”

  1. bellissima questa storia di amicizia e le coicidenze che sono succedute e che continuano a succedere, é proprio cosi’ che nascono quelle amicizie vere e per la vita ( invidio un po’ questa cosa perché non mi é capitata). Sai che mi vergogno un po, da Calabrese dovrei conoscere qusto piatto, cioé lo conosco ma non sapevo che si chiamasse cosi!!!!
    Buona giornata Elvira e salutami la tua amica nonché in piccolo Daniele e Miriam e anche Vioncenzo daiii 😉

    <3

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