Post ad alta gradazione alcolica

 

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Era da tanto che la premiata distilleria del filo d’erba cipollina non riapriva i battenti. Anzi, nonostante per anni io abbia prodotto più limoncello di una snc di Amalfi, compresa la versione in crema (che -avendo io gusti infantili- amo molto di più), per non parlare delle esperienze giovanili con i liquori al caffè e quello al cioccolato, sul blog non compare nulla di questi miei trascorsi etilici, a parte l’ottimo nocino.

Anche il mio borsino alcolico era rimasto un po’ indietro, tant’è che quando ho visto il prezzo dell’alcool alimentare ho avuto un piccolo mancamento: ma è sempre costato così tanto? O è aumentato parecchio rispetto a 3-4 anni fa?

Anyway, un bel fascio di foglie d’alloro proveniente dal giardino del suocero non poteva finire tutto in camomille (che poi solo mia mamma riuscirebbe a farmi bere una camomilla con la foglia d’alloro, ma dovrei anche tornare ai tempi dell’università, nei giorni pre-esame), o brodi, o genovesi. E così mi sono ricordata che tempo fa mi fu chiesta da una cara amica la ricetta del liquore d’alloro, che allora non sapevo neanche che esistesse. Un paio di settimane fa dunque ho rigirato la frittata, e gliel’ho chiesta io la ricetta, sapendo di potermi fidare di zia Chiara (sì, quella della torta di mele, che non è una zia ma è come se lo fosse!)

Procedimento semplicissimo, risultato ottimo, che ovviamente migliora con il tempo.

Poiché dal giardino del suocero erano arrivati anche tanti, bellissimi limoni – e poiché finalmente le scorte infinite sparse in famiglia si sono esaurite – ho deciso che era il momento di rifare il limoncello. Metto in infusione le bucce di limone nell’alcool, lascio passare qualche giorno e al momento di preparare lo sciroppo, orrore, mi accorgo di aver perso la ricetta!

Parte l’SOS zia Chiara, che risponde in tempo reale tramite Domenica, il suo braccio armato di Facebook, e mi dà la proporzione di zucchero che vagamente ricordavo essere anche le mie: evviva, avrò il mio “solito” limoncello, quello che è sempre piaciuto a tutti, negli anni. Pfiuuu.

Vi scrivo entrambe le ricette, molto semplici e dal sicuro risultato a patto che partiate da un’ottima materia prima (limone non trattato tipo sfusato, foglie d’alloro ugualmente non trattate) e che abbiate la pazienza di rispettare i tempi di attesa, durante i quali i liquori si fanno da sé.

Grazie Domy, grazie zia Chiara!

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LIQUORE DI FOGLIE D’ALLORO

1/2 litro di alcool al 95%

30 foglie d’alloro non trattate

350 g di zucchero

1/2 litro d’acqua

Staccare le foglie d’alloro dal rametto, lavarle e asciugarle bene, metterle in un vaso di vetro a chiusura ermetica con l’alcool, chiudete e lasciate in infusione per 5 giorni in un luogo riparato dalla luce. Passato questo tempo mettete lo zuccuero con l’alcool in una casseruola, portate ad ebollizione mescolando in modo che si sciolga, spegnete, coprite con un coperchio e lasciate raffreddare completamente.

Filtrate l’alcool con le foglie in un passino e unitelo allo sciroppo, mescolando bene. Versatelo nelle bottiglie e lasciatelo “riposare” almeno un mese (se vorrete assaggiarlo subito sarà buono, ma ovviamente migliorerà con il tempo).

Ottimo come digestivo.

LIMONCELLO

1/2 litro di alcool al 95%

6 o 7 limoni non trattati (a seconda della grandezza)

330 g di zucchero

1/2 litro di acqua

Lavare bene i limoni spazzolandoli sotto l’acqua corrente e asciugarli.

Togliere la buccia ai limoni eliminando la parte bianca, che è amara:  io uso il pelapatate, che tira via anche la parte bianca, per cui dopo devo eliminarla con un coltellino, o lo spilucchino, che richiede un po’ più di attenzione, ma tira via solo la parte gialla della scorza.

Mettetele in infusione nell’alcool in un vaso di vetro ben pulito e asciutto a chiusura ermetica e lasciatele per 4-5 giorni in un luogo riparato dalla luce.

Preparate lo sciroppo portando a ebollizione l’acqua con lo zucchero (io per tener conto di un minimo di evaporazione aggiungo circa 40 g di acqua al mezzo litro indicato in ricetta) mescolando per farlo sciogliere, spegnete e fate raffreddare completamente. Poi versate l’alcool filtrato nello sciroppo, mescolate bene e versatelo nelle bottiglie. Come per il liquore d’alloro, lasciate riposare il limoncello qualche settimana almeno, diventerà più buono.

Prosit!

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