OGGI SCIOPERO

Uno sciopero del silenzio in cui, per assurdo, vogliamo invece che la nostra voce si senta ben chiara. Questo blog aderisce allo sciopero contro il decreto Alfano nonostante i contenuti siano frivoli e quasi superficiali, nonostante le uniche persone da cui rischio di avere una richiesta di rettifica sono i lettori che hanno provato le ricette, o al massimo il marito che mi impone di ritrattare qualche frase che lo raffigura come un tradizionalista indefesso (ed in questo caso mi sentirei piuttosto in difficoltà).
Invece sento fortissima l’esigenza di manifestare il dissenso contro il decreto Alfano che punta ad estendere a tutti i siti informatici il dovere di rettifica, che oer ora compete solo ai giornalisti.
Più e più volte una legge simile ha tentato la astrada dell’approvazione in parlamento, l’ultima volta, se ricordate, ci fu una forte attivazione contro quella che fu definita ancora una volta legge anti-blogger, che poi non arrivò in Parlamento.
Il tempo di trovare un altro vestito alla medesima volontà di impastoiare la rete in una serie di obblighi assurdi che farebbero scoraggiare molti dei piccoli blogger dall’esprimersi liberamente, e che potrebbe frenare quelli più grandi, e riecco la legge infilata nel decreto sicurezza.
Sono convinta che tutto ciò che scrive anche il più piccolo dei blogger non debba essere ne’ offensivo ne’ calunnioso, ma recuperare una legge di 60 anni fa per adattarla alla rete non mi sembra il modo più intelligente, e neanche quello più pratico, per tutelare gli eventuali colpiti. Mi sembra piuttosto un modo per ottenere un progressivo e deleterio silenzio da quella che è ormai uno dei pochissimi modi, se non l’unico, per ovviare ad un certo giornalismo che fa sempre più spesso cadere le braccia.
Visto che il tempo e la voglia non abbondano in questi giorni, vi lascio il link di Diritto alla Rete, che ha organizzato lo sciopero, e sul quale potrete trovare molte informazioni riguardanti illo scioperoe la manifestazione di Piazza Navona, e quello della pagina in cui Fiordisale invita ad aderire dando alcune indicazioni su come farlo sul proprio blog.

Possiamo fare un gran chiasso con il silenzio di un giorno, possiamo tacere per affermare in modo assordante la libertà di espressione, e soprattutto per chiedere la cancellazione del decreto (è un lapsus freudiano, insomma, della norma ammazza-blog).

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