Le margherite di Stresa: un impasto per due

MARGHERITE DI STRESA E FAGOTTINI ALLE PERE

English below

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Arieccola, che sia uno strascico del vaccino (che quest’anno ho fatto però, eh) o che sia un virus formato mini che se l’è presa col mio stomaco proprio all’indomani di una sospiratissima cena giapponese, la pseudo-influenza è tornata con precisione quasi svizzera, bloccandomi per qualche giorno a casa di mamma e papà, schiava delle loro coccole e delle loro attenzioni. Dura la vita! 😀
Avviluppata nel piumino per la maggior parte del giorno come un baco che vende caro il suo filo di seta, cerco ufficialmente di raccogliere le forze, e ufficiosamente di recuperare le ore di sonno perse quando la routine quotidiana fa sembrare ogni attività assolutamente necessaria (e il lavoro, e le pulizie, e la spesa, e la cucina, e pure il blog, e le fotografie, e un po’ di attività fisica la vogliamo fare? E, si pure, e poi leggere, caspita quel libro non lo finirò mai, e poi buttare due cose in valigia per ripartire -bè almeno così posso studiare inglese che ho un sacco di compiti-e poi anche un po’ di virtual social life che sennò ci si sente isolati, e la caldaia disperata che ha bisogno del tecnico ogni 2 per 3….oh, sarà che mi sono fatta venire l’influenza isterica per staccare un po’??? 🙂

Però la condizione di attività zero non riesco a godermela, è più forte di me, devo mettere le mani in qualcosa, se poi + qualcosa di dolce mi sembra già di sentirmi meglio. Le margheritine di Stresa sono state uno dei primi post di Elena che mi colpirono, e da allora sono state replicate da tanti blog, ed il motivo è semplice: sono dolci, friabili, profumate, semplici da fare, si conservano a lungo. Ho usato solo farina 00, per scelta e non per mancanza di fecola di patate (sempre questioni di intolleranza), e ho destinato una parte dell’impasto a dei ravioli ripieni di una semplicissima composta di pere. La mancanza della fecola ha probabilmente facilitato la formazione dei ravioli, senza inficiare moltissimo la friabilità delle margherite. Insomma, se vi viene una improvvisa ed inarrestabile voglia di margherite di Stresa e vi accorgete con orrore che nella scatola della fecola di patate ce ne sono sì e no 20 g (l’infingarda, non si vede mica in quella scatola di cartone semirigido se sta finendo!), don’t panic: tirate fuori il burro dal frigo e mettete a bollire le uova, si parte!

Ing: 400 g di farina 00 ( o 200 g di farina e 200 g di fecola)
250 g di burro morbido
120 g di zucchero a velo
4 uova
La buccia di un limone grattugiata
Una bacca di vaniglia (io non l’avevo)**
Per la composta di pere
2 pere
2 cucchiai di zucchero

**Nella ricetta originale, presa da uno dei mitici librini della Cucina Italiana viene in realtà menzionata la vanillina: forse in molti già lo sapete, ma mi sembra utile ripetere che la vanillina non ha nulla a che vedere con la bacca di vaniglia naturale, ma è un aroma ricavato da un processo di sintesi, che ricrea artificialmente il sapore ed il profumo della vaniglia. Se vi secca andare a leggere la pagina di Wikipedia, vi riporto qui uno stralcioLa si prepara per ossidazione dell’eugenolo con permanganato di potassio o ozono oppure per reazione del guaiacolo con formaldeide in un lento processo che ha tempi di reazione dell’ordine dei giorni. Un’altra fonte industriale di vanillina sono gli scarti solforici dell’industria della carta. Le bacche di vaniglia costano un po’ di più, ma una volta grattati i semini possono essere riutilizzate per profumare il latte per una crema, o un barattolo di zucchero. E poi “meglio poca ma buona” mi sembra valere particolarmente in questo caso, no??

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Tempo di preparazione: 1 ora più il tempo di raffreddamento
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Rassodare le uova, sbucciarle e ricavare il tuorlo: nella ricetta originale va passato al setaccio, io li ho sbriciolati e li ho mescolati direttamente con il burro morbido in una ciotola, lavorando accuratamente con la forchetta fino ad avere un composto omogeneo. Unire lo zucchero a velo, la buccia di limone grattugiata ed i semi di vaniglia, lavorare ancora con la forchetta o con una spatola.
Aggiungere la farina (o le farine) setacciata e lavorare velocemente con le mani fino ad ottenere una palla: formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e farlo raffreddare in frigo per un’ora circa.
Nel frattempo preparare una composta di pere facendo cuocere le pere sbucciate e tagliate a pezzettini con 2 cucchiai di zucchero, fino a quando il composto non si addensa. Versarlo in un piatto piano per farlo raffreddare. Se lo avete, grattateci su qualche grano di pepe lungo, ci sta benissimo 🙂

Preriscaldare il forno a 180° C. Per le margherite, stendere l’impasto ad uno spessore di un cm e ricavare le margherite con un coppapasta, formando una cavità al centro con un dito.
Per i fagottini, stendere l’impasto in una sfoglia di 2-3 mm e ritagliare dei verchi del diametro di 10 cm (io ho usato un bicchiere): disporre al centro un cucchiaino scarso di composta di pere, sovrapporre un altro dischettoe premere delicatamente intorno al mucchietto di composta, e poi sui bordi, per evitare che fuoriesca il ripieno.
Disporre le margherite ed i fagottini su delle teglie rivestite di carta forno e cuocere per circa 10 minuti (nel forno a gas ci ho impiegato mezz’ora!), i pasticcini devono essere cotti ma molto chiari.
Spolverare di zucchero a velo.

Biscottini burrosi, a me!

Spritz viola di Ube
Biscotti al burro (ferri di cavallo)
Shortbread alla salvia

STRESA DAISIES AND PEARS DUMPLINGS


Ing: 400 g of plain flour ( or 200 g plain flour and 200 g of cornstarch)
250 g softened butter
120 g icing sugar
4 eggs
The peel of a lemon grated
A vanilla bean (I didn’t have) **
For the pears compote
2 pears
2 tbs of sugar

** The original recipe, taken from one of the mythical Librini of La Cucina Italiana mentioned the vanillin; perhaps most of you already know, but I thinh it is useful repeat, that the vanillin has nothing to do with natural vanilla bean, but it is a flavoring derived from a synthesis process that artificially recreates the flavor and scent of vanilla. Here a little abstract from Wikipedia page “The first commercial synthesis of vanillin began with the more readily available natural compound eugenol. Today, artificial vanillin is made from either guaiacol or from lignin, a constituent of wood that is a byproduct of the paper industry.” Vanilla beans is more expensive than vanillin, but in this case it seems pretty convenient tu use less but better, doesn’t it?

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Preparation time: 1 hour plus cooling time
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Boil the eggs (they have to be hard-cooked), peel them and get the egg yolk; in the original recipe the yolk are to be sifted through, while I have crumbled and mixed them directly with the softend butter in a bowl, working carefully with a fork until having a smooth paste. Combine icing sugar, grated lemon peel and vanilla seeds, working again with a fork or a spatula.
Add flour (or flour and cornstarch) sifted and work quickly with your hands until you get a ball, form a loaf, wrap in plastic film and let cool in the refrigerator for about an hour.
In the meanwhile prepare teh compote of pears: cook the pears, peeled and cut into small pieces with 2 tablespoons of sugar until the mixture thickens. Pour into a shallow dish to cool. If you do have, add a few grains of long pepper grated, they go on very well with fruits 🙂

Preheat the oven to 180 ° C. For the daisies, roll out the dough to a thickness of one centimeter and cut the daisies with a cutter, forming a cavity in the center with a finger.
For dumplings, roll out the dough into a sheet of 2-3 mm thick and cut into circles of 10 cm diameter: put a teaspoon of pear compote in the center of one half of the circles, put over the other circles and gently press another the pile of compote and then on the edges, so that the stuffing cannot come out.
Arrange dumplings and daisies on trays covered with oven sheet and bake for about 10 minutes (in the gas oven it took me half an hour!). The pastry should be cooked but very clear.
Sprinkle with powdered sugar.

Purple Ube spritz
Butter biscuits (horseshoes)

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35 Comments on “Le margherite di Stresa: un impasto per due”

  1. Noooo, povera, essere schiava delle coccole di mamma e papà, dura la vita!!!
    Quasi quasi mi becco l'influeanza anch'io!!!
    Le margherite di stresa di Elena sono una drogaaaaa

  2. la fecola di patate… celo… la farina gluten free… celo… la composta di pere… manca, ma posso metterci un po' di saba fatta in casa dalla zia. domenica so cosa fare :-))))

    certo, l'influenza è noioso, ma coccolata come un baco da seta… mica è una brutta condizione 🙂

  3. Dimenticavo…hai fatto bene a sottolineare cos'è la vanillina meglio non conoscerla. Non so' se l'hai mai assaggiata da sola, anni fa' l'ho fatto per curiosità, sa' di un chimico pizzicoso tremendo 😉

  4. Neanche io so stare ferma. Il primo giorno che sto male penso “vabbè, dai guardiamo il lato positivo, mi riposo”, ma a metà di quel giorno mi sto già annoiando 🙂 Faccio parte pure io di quelli che hanno riprodotto le margherite di stresa di Elena (in versione cuoricini, ma questo è un altro discorso) e quindi posso confermare che sono buonissime!!!

  5. meno male qualcuno che sottolinea queste “piccole” cose importantissime! Grazie Elvi! 🙂
    Cmq.. queste Margherite son proprio una favola! Che ripieno-meraviglia!! Le foto rendono l'idea, molto direi! Sono perfette caspiterina.. perfette.

  6. Puntuale puntuale la tua influenza arriva?…non é che ti invidio, (quasi) ma un pochino mi piacerebbe restare a casa a coccolarmi, sono sempre di corsa uffa…non posso godermi con santa pace e calma queste meraviglie , ho una gran voglia di fare anch'io ma già il lavoro e la casa occupano tanto tempo e faccio del mio meglio a notte fonda o al mattino presto a seconda del “sonno che mi prende”…é l'unico momento di relax che ho con me stessa ed il pc…a parte tutte queste cretinate che t'ho detto, come vedi forse do' anche i numeri, sono bellissime soprattutto i fagottini farciti. La prossima volta chiamani ho 5 kili di fecola di patate comprata da mio marito per errore hi,hi,hi,hi…baci e buona guarigione. Con affetto ^_^

  7. Ispirano, ispirano e molto! Bene la penna rossa per sottolineare il processo di fabbricazione della vanillina. Qui ci ha pensato il fisico stesso, già anni fà, a dire “sei matta?”. In profumeria posso capire gli aldeidi (si può forse immaginare il mondo senza N.5?) ma nel piatto non se ne parla proprio. Lievito istantaneo per torte salate anche in quelle dolci, anzi il vecchio cremor tartaro e un zic di bicarbonato. Buona giornata. Kat

    ps: se ti senti meglio con un invito ufficiale, sei ufficialmente invitata al meme della ricetta che lascia il segno😉

  8. @Ornella
    hai visto che cosa allucinante? In questi biscotti…si vede più che altro che avevo tanto tempo da perdere?? Ah ah :))

    @Lydia
    infatti, per “fortuna” che lo stomaco non è al 100%, altrimenti con la scusa di farle per mia mamma, me le sarei finite tutte io. E, si, è durissima…. 😀

    @la Gaia celiaca
    aspetta ma la saba non è il nostro vincotto? Non sarà troppo liquido, che poi fuoriesce tutto? Appro: ieri ho letto sulla scatola della fecola Paneangeli che ci sono tracce di frumento, sic, ed io che ci ho sempre fatto i dolci per la mia collega celiaca, ma hanno aggiunto solo adesso quella dicitura???

    @Dada
    io non ho mai avuto il coraggio di assaggiarla, quella polverina, ma fino a poco tempo fa non imaginavo neanche che potesse essere una schifezza così immonda! Baci 🙂

    @LA Golosastra
    Cri, rimedia al più presto, non so se dovrai trasformarle in forma vegan, ma sono sicura che saranno buonissime lo stesso! 🙂

    @Artemisia
    lo zucchero a velo è un po' come l'abito da sposa, fa sembrare tutti belli, però in questo caso fortunatamente non c'era bisogno di nascondere brutture 🙂

    @Aiuolik
    infatti, uguale, il fatto è che il riposo ci vorrebbe “a comando” e non si può! 😛

    @fiordivanilla
    a volte alcune cose sembrano già dette e ripetute, mi fa piacere che pensi che siano pur sempre utili. Un abbraccio (e grazie, ma io e la perfezione..nella stessa frase….ehmmmmm 🙂

    @MAriluna
    imagino che con i figli sia ben più dura organizzarsi, Pat. Ma come, 5 kg di fecola di patate??? Ah ah!! Il latopositivo p che tu troverai mille modi per smaltirla! Baci a tutti *
    @

  9. @Scribacchini
    Infatti rimurginavo appunto sul lievito per le torte, ceh sicuramente contiene l'aroma malefico…alla fine il lievito salato non è altro che la polvere lievitante senza l'aroma? Allora è andata! Per il meme e l'invito, be…si…veramente stavo già buttando giù qualcosa..mi sarei davvero autoinvitata, eh eh…grazie mille! 🙂

  10. Lo confesso: prima di scoprirne al sua vera natura, mi inebriavo all'aroma della vanillina ed una volta, non riuscendo a controllarmi la assaggiai: una sensazione sgradevolissima e un gusto amaro e persistente al palato!!!!
    Le margherite sono incantevoli!
    Rimettiti presto mia cara 🙂

  11. Cibou, sai che le margherite di Stresa di Elena sono state le protagoniste del mio primissimo post?
    Pensa che glielo dicevo proprio l'altro ieri quando avuto l'inaspettata e quanto mai felice occasione di incontrarla.
    Sono biscotti che adoro. Ma sfido chiunque a non provare lo stesso…

  12. Ma l'influeza mette voglia di boscottare anche a te?Pure io a Gennaio mi misi a fare i cantuccini!
    QUesti dolcini sono sperracolari Elvira e, sul discorso vanillina, avete già detto tutto!!!
    Bacione

  13. a quanto ne so prima i prodotti paneangeli erano nel prontuario per i celiaci, ma adesso non ci sono più. io uso la fecola crastan o quella colombo, che sono in prontuario.

    la saba è una marmellata fatta con mosto di vino e frutta mista di stagione, zucca compresa. non è tanto dolce e, almeno quella che fa mia zia, per niente liquida. è la marmellata che uso sempre per i dolci, un po' asprigna e di bella consistenza. ti farò sapere…

  14. davvero fantastici,io preferisco le margherite semplice ma deliziose,anche io preferisco la vaniglia in bacche la vanillina mi sa tanto di sintetico… se la si osserva bene da vicino sembrano particelle di plastica!!! Complimenti

  15. uhhhhhhhh dai su su coccolati e riposati…è così che si fa…se è pausa pausa sia!!! che belle queste margheritine….e quelel ripiene uhsignuuuuuuuuuur 🙂

  16. La fecola di patate qui non si bende… non sanno nemmeno cos'e'… una volta mi stavano per rifilarer quei fiocchi di patate per fare il puré… ma i comprato neppure quello…

    Questa ricetta aveva colpito pure me per l'utilizzo dei rossi d'uovo sodi, poi non avendo la fecola non c'ho mai provato.
    La farina 00 sai mica se e' la stessa cosa della farine de ble dur…. ieri in un negozio di prodotti arabi ho trovato questo tipo di farina che mi dicono e' per fare il pane….
    Baci
    Dani

  17. @Alem
    grazie, mi sto coccolando e mi sto facendo coccolare 🙂

    @Lenny
    come dire, hai scoperto sulla tua lingua …ehm..sulla tua pelle che roba è la vanillina, come Dada! 🙂

    @Sarah
    mi sembra effettivamente troppo, troppo tempo 😀

    @Manu e Silvia
    provatele, sono semplici da fare e vale la pena. Ciao ragazze!

    @Virgi
    ma come, io si, me le ricordo le tue margherite fotografate in bilico…ricordavo su un cucchiaio, invece sono andata a vedere ora, erano sul matterello. Cmq ho subito pensato “oh, è forte questa!” HAi incontrato Elena??? Grande….invidia!! No, scherzo, immagino che sia stato un bellissimo incontro, un giorno mi metto nel treno, come Prodi, e vado alla ricerca di tutte le blogger che voglio incontrare. Tieniti pronta 🙂

    @Elga
    i fagottini alle pere mi sono piaciuti tantissimo!! :))

    @Saretta
    penso che sia proprio il primo freddo che chiama i biscotti…e noi rispondiamo! BAcioni!

    @la Gaia celiaca
    ok, buono a sapersi per i prododdi Paneangeli (acc, però, non è giusto)
    Ecco, confondevo la saba con la salsa di sapa, grazie mille per avermi spiegato cos'è, sembra un composto magico, nei fagottini ci starà benissimo!

    @il cucchiaio d'oro
    mi state facendo venire voglia di comprarla solo per fare la prova dell'assaggio e quella al microscopio!! Quando la usavo aprivo la bustina, versavo e via! 😛

    @Lo
    giusto per mettere tutto insieme oggi ho avuto annche il colpo della streghetta……ed erano già finite le margheriteeee!!! 🙂

    @Campo di fragole
    Dany, non ci posso pensare che non ci sia la fecola…intanto la farine de ble dur nonè altro che la farina di grano duro, quella che noi chiamiamo semola: serve per fare il pane di Altamura ad esempio, quello giallo, leggerissimo, oppure le orecchiette, o puo essere agiunta nell'impasto della focaccia per renderla più croccante. Bacio *

  18. Che biscottini speciali, sembrano delicatissimi, perfetti per coccolarsi un po'.
    Riguardo alla vaniglina…BLEAR !!! Hai gia' detto tutto tu, bacche di vaniglia forever (profumano anche la dispensa!)
    Guarisci presto,altrimenti ti abitui troppo alle coccole
    A presto
    Francesca

  19. Ups…. si vede che il mio malorino stagionale non è ancora passato: letto “margherite” e pensato ai fiori…quelli veri, si! E poi” ma che c'entrano in questa stagione??..”
    Vabbéh, sono fuori… ma questi biscottini sono troppo belli, da replicare alla prima occasione!
    baci e buona guqrigione!

  20. Leggo solo ora che stai poco bene. Almeno sei coccolata dai tuoi genitori. Riguardati e riprenditi presto.
    Le margherite di Stresa le voglio provare da tempo. Credo proprio che le includerò nella rosa di biscotti di Natale 2009 (sempre che quest'anno riesca a fare qualcosa). Ormai la vanillina ha divieto di entrare in casa mia. E dopo i miei grandi acquisti da Madavanilla vaniglia a go go.
    Baci
    Alex

  21. @Afrodite
    alle coccole ed al riposo ci si abitua subitissimo, però, uff, mi rimetterei in moto anche subito 🙂 Ciao!

    @Rossa di sera
    faciamo che col pensiero questo è un mazzo di margherite tutto per te! Grazie, un bacio 🙂

    @Alex
    guarda che se le includi poi non le togli più 😀
    Come potrei non ricordare il tuo meraviglioso, sfacciatissimo acquisto di vaniglia! Buona giornata 🙂

  22. Sì, un gran bel numero questo impasto: facile-facile, friabilissimo e che io uso anche per fare applaudite crostate.
    A quest'ora starai già come una torella e gli auguri che te li faccio a fare? Un abbraccio caloroso però te lo meriti tutto che, se pure intabarrata, non ti risparmi mai, ciao!

  23. @iana
    non so se sono iperattiva, ma il troppo (riposo) stroppia….voglio uscireeeeeee!!!! :)))

    @nishanga
    grazie carissima! Ti ho pensata oggi, ho bollito dei tarallini non proprio convenzionali :)))
    PS: terrò a mente l'impasto per le crostate 🙂

  24. ma come a stresa ci son andata mille volte e mica le ho viste ste margheritine qua! E neanche in rete..mhhh no queste le devo fare, mi attrggono troppo. Quanto all'influenza, che bello essere ammalati e godersi il tutto con calma…ah relax forzato..

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