La torta con le prugne dal nome impronunciabile

Torta prugne

English version below

La settimana scorsa siamo rientrati in città: lasciati il mare, la campagna, l’altra città, l’altra campagna, siamo arrivati in una Roma ancora addormentata e semivuota, vivibile come dovrebbe essere sempre, anche se la salumeria sotto casa è chiusa per ferie come tutto gli altri negozi del quartiere, e per un litro di latte devi andare al supermercato (dove, avendo lasciato la testa in uno dei luoghi sopra elencati, dimenticherai la carta Bancomat, il che ti farà pronunciare silenziosi e inascoltabili improperi).

Già prima di partire sapevo che buona parte del bagaglio di ritorno sarebbe stata composta da cibo: sulla mia lista della spesa pre-partenza avevo segnato il riso della Piana di Sibari, la ‘nduja, liquirizia e peperoncino in varie forme dalla Calabria, mozzarella e latticini vari di bufala dalla Campania, una buona scorta di mandorle e ceci neri dalla Puglia.

Tra queste derrate (e altre) c’era una buona quantità di prugne dell’orto della suocera, di quelle dolcissime e così naturali che la parola bio non avrebbe proprio ragione di essere nominata in questo caso.

Ovvio che siano finite in marmellata, anzi, in composta, proprio come quella dell’anno scorso; ma con quelle rimaste ho finalmente preparato quella torta dal nome impronunciabile (e inscrivibile, infatti mi riufiuti di scriverlo e faccio un copia-incolla) che ebbi la fortuna di assaggiare, e nientemento preparata proprio dalla mamma di Alex: la zwetschgendatschi!!

Una base lievitata, quasi una brioche, e tante prugne sopra, che le regalano colore e un gusto spettacolare: inutile dire che le prugne devono essere dolci mature al punto giusto. Io ho completamente saltato l’aggiunta di zucchero sulla superficie, la dolcezza di queste prugne (ancora più buone perchè raccolte da noi medesimi) è stata più che sufficiente.

Non l’ho accompagnata con la panna montata, come consiglia Alex, solo perchè non avevo panna in casa (e poi dopo gli stravizi estivi il colesterolo era già bene nutrito), ma voi organizzatevi con tutti gli ingredienti, panna compresa (ultimamente non sto più specificando panna fresca? E’ sottointeso, mi raccomando!) e fatela, ve lo consiglio davvero, fatela ora che la stagione è perfetta.

PS: in questi giorni mi sono un po’ divertita a cambiare aspetto al blog, seppure in modo marginale, e con un risultato che non è proprio quello che vorrei, ma questo passa ora il convento del tempo a disposizione. Spero vi piaccia, almeno fino al prossimo cambio d’abito!

Zwetschgendatschi (Torta di prugne)

Ing:

375 g di farina (per me 250 g di farina 0 e 125 di farina integrale)

20 g di lievito di birra (ma se avete più tempo per la livitazione potete diminuirlo, è sempre meglio)

125 ml di latte

75 g di zucchero

1 uovo

60 g di burro fuso* e intiepidito

1 presa di sale

2 kg di prugne nere (io ne ho usate di meno avendo usato una tortiera più piccola)

*ne ho usato un po’ meno perchè avevo in casa solo burro chiarificato, che contiene meno acqua

Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido (per abitudine sciolgo il lievito in una parte del liquido previsto, in modo da poter dosare il restante in base alla necessità, cioè a quanto ne assorbe la farina) e versatelo sulla farina insieme agli altri ingredienti: impastare fino ad avere un impasto sodo e liscio e metterlo a lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio. Poi stenderlo in una teglia (io ne ho usata una di 23 cm di diametro e mi è venuta un po’ alta, con l’avanzo di una brioche, normalmente la dose basterebbe per un’intera placca da forno 🙂 e sistemarvi le prugne lavate, snocciolate e tagliate in quattro, mettendo la buccia a contatto con l’impasto.

Cuocere a 180° per 30 minuti (in forno ventilato, dice Alex, ma io ho usato sempre il solito fornetto, quello passa il convento ora) e cospargere di zucchero appena sfornata (cosa che io non ho fatto). Io l’ho un po’ bruciacchiata perchè…la mia testa era ancora in vacanza 🙂

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This recipe comes from one of my favourite bloggers, Alex, and is a typical German cake. It’s made with a base which looks like a brioche dough, and a lot of prunes above: sweet and juicy prunes, the ones that in this period are at the best.

So, it’s the right time to try the zwetschgendatschi!

Zwetschgendatschi (plum cake)

ing:

375 g of plain flour (for me 250 g of flour 0 and 125 g whole wheat flour)
20 g of fresh yeast (but if you have more time for rising you can decrease it, it is always better)
125 ml of milk
75 g of sugar
1 egg
60 g butter, melted and warmed *
1 pinch of salt
2 kg of plums (I used less as I used a smaller pan)

* I used a little ‘less because I was at home only clarified butter, which contains less water

Dissolve the yeast in warm milk (I usually melt the yeast in a part of the liquid previewed from the recipe, in order to add the remaining little by little, the quantity absorbed by the flour) and pour on flour together with the other ingredients: knead until you have a smooth and firm dough and let rise in a warm place until doubled. Then spread it in a baking dish (I have used a round baking pan 23 cm in diameter and I got a cake bit high, with a surplus for one brioche cooked apart: the dose indicated would be enough for an entire baking tray, said Alex:) and accommodate onto plums washed, and cut into four, putting the peel in contact with the dough.

Bake at 180 degrees for 30 minutes (convection oven, says Alex, but I have used the usual little oven I have at the moment) and sprinkle with sugar when still hot (I didn’t so, because my plums where very reep and sweet).

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4 Comments on “La torta con le prugne dal nome impronunciabile”

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