Il pollo che voleva essere un tacchino, anzi…a turkey!


Devo per forza partire di qui per raccontarvi di questa ricetta, perche’ probabilmente se la Back Bay Station di Boston non fosse stata impregnata di quel terribile odore di gasolio, non avremmo sentito il bisogno di chiuderci nell’unico negozio dotato di porta all’interno della stazione, l’edicola, ed io non avrei avuto tanto tempo da dedicare alla scelta di una rivista, anche se in realta’ le avrei comprate quasi tutte (e non avremmo neanche vinto 10 $ al gratta e vinci americano) ….fatto sta’ che la scelta e’ caduta su Bon Appetit, e poichè era il numero di novembre ovviamente era in buona parte incentrato sul menu del Thanks Giving Day…

… sfogliando le sue pagine (non ci posso pensare….eravamo sul treno che ci portava a New York City, per la precisione dritti dritti alla Penn Station) ho capito un po’ di piu’ quanto sia importante questa festa per gli abitanti del Nuovo Mondo, e soprattutto qanto sia importante preparare il tacchino come la tradizione (ma anche l’innovazione) comanda!

Ora, non mi verrebbe mai in mente di comprare un animale enorme come il tacchino, e a dire il vero fino a poco tempo fa non mi sarebbe mai venuto in mente di comprare un pollo intero, che’ il petto e, saltuariamente, i fusi, sopperiscono abbondantemente al mio bisogno di carne bianca: ma sollecitata da vari fattori (pollo arrosto preparato dalla belle soeure, pollo da copertina del cavoletto), mi sono chiesta: saro’ mai in grado di cucinare un pollo tutto intero? Senza che bruci o che si secchi? Il pronostico era piu’ per il no che per il si, ma poi quando all’ipermercato mi son trovata davanti un polletto bio, con su la scritta “già pulito”, ho deciso che era il momento di provare, e che era anche il momento di fare un po’ l’americana de noantri!!


Passo finalmente alla ricetta, o meglio, al procedimento che Bon Appetit consiglia di seguire per ottener un ottimo risultato senza star li ad ungere ogni tanto il most….cioe’ il tacchino :), poi ovviamente non ho eseguito la ricetta cosi’ com’era, anche perche’ vicino al polletto italiano ci sono finite delle semplici e italianissime potatos!

Ing. 30 g di burro morbido

un cucchiaio raso di salvia tritata
la buccia grattugiata ed il succo di mezzo limone
una manciata di prezzemolo tritato
un pizzico di sale fino

(presenti nell ricetta che non ho messo: un piccolo scalogno e pepe nero macinato)

OSS: per un pollo di dimensioni normali basta circa meta’ di questa dose, altimenti verra’ eccessivamente unto, com’e’ venuto il mio 🙁

Lavorare il burro con le erbe, aggiungere il sale, la buccia ed il succo di limone.
Pulire bene il pollo (per me e’ stato anche difficile controllare che fosse pulito bene…), e bruciacchiare le piume rimaste attaccate alla pelle.

Ora viene il bello 🙂

Infilare la mano sotto la pelle, in modo da staccarla dal corpo del pollo: io mi sono aiutata con il coltello nelle parti in cui era attaccata piu’ saldamente, facendo sempre attenzione a non romperla.

Prendere il burro (io ho usato sempre la mani) e spalmarlo uniformemente sotto la pelle.

Tagliare a fettine un limone ben lavato e posizionare anche le fettine sotto la pelle, senza sovrapporle.

Nella ricetta c’era scritto di mettere un po’ di burro anche all’interno del pollo, ma io l’ho fatto e lo sconsiglio, il tutto viene un po” troppo grasso…

Porre in una teglia unta con un filino di olio e infornare a 200 gradi per un’ora e mezza circa, irrorando una o due volte il pollo col proprio sughetto.

Da principiante ho messo le patate a mezza cottura nella stessa teglia del pollo, dove, come ho detto prima, c’era un po’ troppo burro, per cui non lo rifarei per evitare di cominciare ad avere i miei primi problemi di colesterolo!

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18 Comments on “Il pollo che voleva essere un tacchino, anzi…a turkey!”

  1. Che bello vedere la foto di Back Bay! A me non sembra che ci sia puzza, però!

    Ho preso anche io il treno la prima volta che sono andata a NYC, c’era la carrozza super silenziosa dove nessuno poteva parlare, bellissimo!

    Bellissima la rivista che hai preso, per Thanksgiving avrai avuto l’imbarazzo della scelta!

    Bellissimo piatto!
    comidademama

  2. @Comida
    forse saremo capitati in un giorno sfortunato, ma la puzza era davvero forte… 🙁 pero’ e’ l’unica cosa che non mi e’ piaciuta di Boston!!!

    Mi e’ piaciuto tanto prendere i treni, sia questo che quello che ci ha portato da Washington a Philadelphia (2 stazioni meravigliose!), silenziosi, con le prese e la rete wi-fi anche sui regionali!!! :-0

    Un abbraccio!!!

    @Elga
    Si, alla fine il sapore del pollo e’ buono, ed io di solito il pollo arrosto lo trovo troppo asciutto…
    Ciao!!!!

  3. @Ahh ahhh spilucchina, grazie mille!!!!!!!!
    Non la dico al marito sta’ cosa, senno’ potrebbe fare una battuta del tipo “le hai mostrato una tua foto!” :))))) E’ simpatico, si :-0

    A parte gli scherzi, sono onorata, grazie ancora!!

  4. @Alessia
    Premio ritirato…..graaaaazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Mi hai fatto sentire tu leggera leggera:))))

    @Aiuolik
    Hai ragione!! Me lo dico sempre, tutto ha un perche’, anche la puzza!! 😛

  5. Che brave le mammine sanguinarie…mi avete fatto accapponare la pelle!Sono entrata in questo sito per sbaglio…e non per sbaglio ne uscirò subito. Peccato che non leggerete il mio commento che sarà bannato.. Siamo in democrazia ed io ci provo lo stesso… Lo sapete che il tacchino è un animale intelligente,affettuoso dolcissimo e capace di arrossire?
    No, ovviamente no…voi sapete solo come staccargli la pelle dal corpo per imburrarlo meglio… e poi chiamate mostro il tacchino? Che autostima… buon appetito a tutte, che il suo ricordo vi perseguiti attraverso le vostre arterie indurite, proprio come il vostro cuore di golosone.

  6. Chicca, peccato che non leggerai la mia risposta, dal momento che non tornerai più nel blog. Perchè se la democrazia per te è definire sanguinario chi non è vegetariano, sareti curiosissima di conoscere la tua definizione di dittatura 🙂
    Buona vita (e comunque questo è un pollo, non un tacchino. Ah, il pollo non arrossisce e si può mangiare? Ok.)

    1. Assolutamente no , … come non si “dovrebbe” mangiare rane, lumache, cavalli, vitelli, agnellini,montoni, caimani e chi più ne ha più ne metta. Non ti attaccare adesso al fatto della specie perchè stai parlando con qualcuno che non toglie le ragnatele agli angoli della casa per non disturbare l’aracnide (orroreì…!)… era un pollo? Bè il mio pensiero non cambia di una virgola. Sulla dittature di voi onnivori (specialmente di quelle mascherate da brave mammine che poi fanno vedere Peppa Pig ai bambini dando loro il panino con il salame) avrei davvero tanto da dire,ma non spreco il fiato con chi considera cibo altri esseri viventi e per il piacere del palato uccide e sgozza, farcisce e mette in forno…A ma dimenticavo, voi gli “ingredienti” ,cioè delle creature, li comprate già uccisi…e gli estremisti sanguinari siamo noi… buona vita anche a te e buon appetito !

      1. A scusa, siccome il tuo racconto era talmente disgustoso che ieri l’ho lasciato a metà, sono andata a rileggermelo nei particolari…bellissimo “il tuo bisogno di carne bianca”ahahah, a cosa ti riferivi?? Poichè la carne non è assolutamente necessaria all’alimentazione umana, immagino sia un bisogno di altro genere…,e poi “mi sono trovata davanti un “polletto bio”..praticamente hai cucinato un pulcino ormonato?? en poi…bio…ahahahah! Che cosa sarebbe un pollo bio? Poveri noi… e povero mondo…

  7. Chicca,
    saggezza mi imporrebbe di chiuderla qui. Ma sempre a causa della mia curiosità, devo chiederti, se avessi la sventura di tornare qui a casa dell’orchessa. Posto che abbiamo stili di vita differenti, e che le nostre scelte sono divese: ma tu frequenti solo vegetariani? Cioè, con gli onnivori che tuo malgrado incontri quotidianamente sulla tua strada, nel tuo posto di lavoro, e non credo siano pochi, esponi le tue ragioni con questa veemenza (veemenza offensiva, direi) e questa assoluta certezza di essere nel giusto?

    1. Hai ragione, sono stata aggressiva e me ne scuso.Il problema è che ieri cercavo una ricetta specifica con l’erba cipollina e mettendo queste coordinate nel motore di ricerca mi è stato proposto il titolo del pezzo, che mi è sembrato carino (pensavo ad un raccontino educativo sull’empatia verso gli animali) e mi sono trovata il brano con tanto di descrizione accurata dello scuoiamento ecc.ecc. Mi scuso, io non frequento solo vegani, a parte le persone che veramente contano, e spesso sono vittima di vere e proprie derisioni, ghettizzazioni o provocazioni, per cui sono partita prevenuta. Sull’approccio riconosco il mio torto ma sul fatto di ritenermi nel giusto , so di esserlo più che mai. Difendere le creature più deboli che non hanno voce per denunciare il loro sfruttamento ,non è deprecabile,da che mondo e mondo. In quanto alla libera scelta, penso che una scelta sia rispettabile e sia da considerarsi tale quando non fa soffrire nessuno, nel momento che si sceglie di gustarsi un pollo, un branzino, un vitello..ci stiamo dimenticando di qualcuno…

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