Il lato oscuro (dei ceci)

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Questa estate ho passato qualche giorno a Bari (troppo pochi, sigh!), ma non mi sono fatta sfuggire l’occasione di visitare il nuovo mercato coperto che ha sostituito un mercato storico della mia citta, quello di via Montegrappa (una viuzza che durante gli anni dell’università attraversavo quasi ogni giorno, e dove trovavo il mio primo spacciatore di caccavelle ante-ante-ma-molto-ante-blog, e la merceria fornitissima dove spendevo soldi per comprare materiali per realizzare cose che non sapevo realizzare, ma questa è un’altra storia.
Insomma, il nuovo mercato (il cui nome è Santa Scolastica, grazie Mimmo), dicevo: ci sono andata con il mio papà, che ovviamente lo conosceva centimetro per centimetro, e sono rimasta davvero colpita: una figata!!! come direbbe un bimbo di mia conoscenza :). Grande, con le bancarelle diventate piccoli e ordinati negozi dove però i prezzi sono ancora “da mercato”, un numero di bancarelle di pesce impressionante,  con un corridoio spazioso e pulito in cui è un piacere passeggiare, anche eventualmente con un passeggino.
E’ qui (dopo aver scoperto, alla tenera età di non vi dico quanti anni, che i miei amati caroselli si chiamano anche scupatizzi) ho trovato questo ceci neri come l’inchiostro, sconosciuti anch’essi nonostante abbia poi scoperto che si tratta di un legume antico e tradizionale delle Murge (le altissime colline pugliesi) molto ricco di ferro, e anche, come tutti i legumi, di proteine vegetali. Potete scoprire qaulcosa di più sulla scheda su Gente del Fud, e se non riuscite a trovarli nella vostra città, o ad andare al mercato di Santa Scolastica, potete comprarli QUI.
Ceci neri
Hanno un ottimo sapore – come tutti i ceci – ma sono più saporiti, si scoloriscono un po’ durante l’ammollo (48 ore e non di meno) e la cottura (ecco perchè la crema è color cioccolato), e si abbinano bene ai sapori di mare, come capita con altri legumi. Non spaventatevi del lungo ammollo, in fondo basta solo programmare la cena un paio di giorni prima, magari appuntandovi dei post-it in bacheca, se siete smemorati come me.
Mi è sembrata perfetta la salicornia, un’ortaggio che si trova al banco del pesce -non dico facilmente ma quasi- e con cui ho un po’ di familiarità. Un ortaggio, sì, perchè scopro solo immantinente che di ortaggio si tratta, e non di alga, ma, avendo molte delel proprietà benefiche delle alghe, può essere assimilata alle parenti marine (grazie tutor!!), per cui la ricetta partecipa alla raccolta di Salutiamoci di settembre
.
Gli anelli del porro (che userei sempre solo perchè mi piace vederli) danno un po’ di dolcezza e sapore ad una crema semplicissima, e d’altra parte oramai la semplicità è un ingrediente imposto dalla scarsità di tempo :).

Un’altra ricetta con la salicornia (che a ben pensarci, può partecipare anch’essa a Salutiamoci) è quella dei Chitarrelli al basilico con vongole e salicornia,

UPDATE del 26 settembre!
Già da giorni prima di scrivere questo post, mi sarebbe piaciuto parlare di Piero Cifarelli, un agricoltore pugliese che, tra le altre cose, si dedica alla coltivazione di legumi quasi scomparsi come i ceci neri e la lenticchia gigante. Poi ho tralasciato per non rendere troppo lungo il post, ma quando si hanno delle cose da dire vale la pena allungare, o no?
Ho trovato il nome dell’azienda agricola sul sacchetto dei ceci, in rete ho trovato un articolo che raccontava la passione e l’amore del proprietario per il suo lavoro, che fin da piccolo sapeva di avere “il destino destinato”: ‘ho contattato via mail, e lui è stato così gentile da rispondermi raccontandomi dettagliatamente delle proprietà e dei modi in cui coltiva questi due legumi. Per una persona che non trascorre il suo tempo al pc, ma svolgendo attività leggermente più faticose, non mi sembra poco, proprio per niente, e le mail mi hanno confermato che la passione raccontata in quell’articolo c’è davvero, passione e praticità, passione e lavoro.
Sui ceci neri racconta che mai avrebbe pensarto che un cece dal colore così inquietante (!) potesse avere successo, e invece, fortunatamente, hanno ricominciato ad essere apprezzati.
Vi segnalo alcuni degli usi suggeriti da Pietro per i ceci neri: semplicemente conditi con l’olio per un contorno sostanzioso, o con i cavatelli insieme ad un fritto di funghi cardoncelli (mi sa che sarà la prossima destinazione!!!!!),  o con la cipolla dolce fritta, o con il peperone secco fritto. Sua moglie lo prepara in purea, ed è anche grazie a questo suggerimento che mi è venuto in mente di preparare questa crema!
Per i dettagli sulla produzione vi rimando alla scheda di Gente del Fud.
E ora, ri-ecco la ricetta 🙂

 

CREMA DI CECI NERI, SALICORNIA E PORRI

Ing per 4 persone

250 g di ceci neri della Murgia
Aglio
150 g circa di salicornia (ancora da pulire)
Mezzo porro
Olio extravergine di oliva
Crostini di pane (o pane raffermo) per accompagnare
Sale

Per la cottura dei ceci
Metteteli a bagno 48 ore prima, poi togliete l’acqua di ammolllo e sostituitela con acqua tiepida (questo è un consiglio della mamma, per evitare che i ceci subiscano un cambio di temperatura, dal tiepido dell’ammollo al freddo dell’acqua di rubinetto), aggiungete uno spicchio d’aglio sbucciato e lasciar cuocere a fuoco basso fino a quando non diventano teneri (circa due ore). Salare, senza esagerare, vista la presenza della salicornia e condire con 2 cucchiai di olio extravergine.
Per la preparazione della crema
Togliere l’aglio e frullarli, insieme ad un po’ di liquido di cottura in modo da ottenere una crema liscia: l’optimum sarebbe utilizzare il passaverdure, ma se avete poco tempo va bene anche il mixer 🙂
Pulire la salicornia eliminando tutte le parti legnose, lavarla e farla saltare in padella con un bel filo d’olio. Tagliare il porro a fettine, salare leggermente e far saltare anc’esso in padella. Entrambe le verdure devono rimanere croccanti.
Ora basta versare la crema nelle fondine, distribuirvi in superficie la salicornia (sconsiglio vivamente di mescolarla insieme in anticipo, l’effetto visivo non è bello) e gli anelli di porro. E’ buona sia calda che tiepida, accompagnata con dei crostini di pane casereccio o semplicemente con del buon pane raffermo (il mio era pane nero di Lariano).
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16 Comments on “Il lato oscuro (dei ceci)”

  1. mi piace un sacchissimo questa alga che conosco da tempo ma comprata per la prima volta l'estate scorsa, ora la cerco sempre quando vado dal pescivendolo e non pensavo ad una ricetta per questo contest…saro' presente con le sardine, spero presto Cibou…i cece neri questi mi mancano pero', al prossimo viaggio in quel di Puglia non manchero'!
    un'abbraccio!

  2. Ciao Cibou,la salicornia mi piace e anche se qui la trovo spesso la compro sempre poco,chissà perchè… Mentre di questi ceci non conoscevo nulla,però se amo tutti i legumi questi non possono essere da meno,e visto che ho un debole per il cioccolato,non posso non mettermi alla ricerca di questi ceci!!! Ottimo l'abbinamento!!!!

  3. Confermo il Mercato “Santa Scolastica” così si chiama, è una “figata pazzesca”, così mi sono tolto almeno quarant'anni dal groppone, con quelle travi sagomate che gli fanno da tetto, sembra di camminare sotto una barca capovolta. Non ha più il fascino da suk del precedente ma ci ha guadagnato in vivibilità specialmente nelle stagioni estreme. I ceci neri sono stati per me una riscoperta, erano spariti, adesso si trovano ovunque. La salicornia, provatela in tutte le ricette possibili ed immaginabili degli asparagi, sarà una bella sorpresa, per noi lo è stata. Complimenti e vienimi a trovare qualche volta sul mio blog, tra compaesani . . .

  4. ma che belli tutti neri!!!La salicornia non l'ho mai trovata, così come i ceci neri, d'altronde… sono troppo curiosa di saperne il sapore!!!
    mai stata a bari, ma ora credo proprio che ci andrò al più presto!!!

  5. Avevo scoperto questi ceci neri in un ristorante di Polignano qualche anno fa. Purtroppo, impossibile reperirli a Milano. Qualcuno li ha già comprati “giù al nord” ?
    Grazie,
    Gabrielle

  6. Buoni i ceci! Questi onestamente non li conoscevo, ma rimedierò presto. O faccio un giro al mio negozio Naturista o faccio un salto dove indichi tu!
    Intanto questa ricetta me la segno.
    Inizia la stagione di Ceci, Fagioli, Lenticchie & Co. e non possiamo farcela scappare!
    nasinasi
    miciapallina

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