Di fagioli in cucchiaio e di riflessioni in corso

CUCCHIAINI DI FAGIOLI DI CONTRONE E RICOTTA SOFFICE

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Englis version below
Allora è una settimana che giro intorno a questo post, ho cominciato a scriverlo una decina di volte, poi mi dicevo che no, oggi non è giornata, ma stasera sono stanca, e ormai si è fatto tardi, e allora vuol dire che non ti va più di tenere il blog se non riesci più a scrivere quattro righe in croce, ma si che voglio ancora tenere il blog, sennò finisce che devo sproloquiare dal vivo con chi mi sta vicino di come fotografare un cavolo rapa o come fare in casa la pasta di curry quasi verde, e questo non gioverebbe alla convivenza.
Ora che finalmente ho capito perchè svicolavo, e che le parole sbattono da sole sulla tastiera, mi chiama il meccanico e mi dice che la pandina è pronta. E no, ora c’ho il sacro fuoco, e visto che cammino a piedi da ieri pomeriggio, il sacro fuoco è un po’ in tutte le fasce muscolari, le rimetto in moto più tardi.
Tornando al post: non è una marchetta, non è un post pubblicitario, e nonostante questo l’unico punto da cui cominciare, se voglio smetterla di aggirare l’incipit, è parlare della discussione in atto da Enza. Un post molto ragionato e, ad ora, una ottantina di commenti per cercare di capire se un food blog, più o meno curato, più o meno seguito, può essere appetibile in senso pubblicitario da una azienda procurando un minimo di guadagno, o se, come dice Enza, siamo considerati delle galline dalle uova d’oro a costo zero, veicoli di pubblicità molto efficace (con un blog stabilisci un rapporto di fiducia e un canale comunicativo che non si ha con altri mezzi informativi) “ricompensati” con gadget e promesse di visibilità.
Vi invito a leggerlo e a dire la vostra, sono sicura che la riflessione non potrà che avere un impatto positivo, quanto meno sulla propria consapevolezza (anche Lydia nell’ultimo post ha posto un quesito interessante sul tema).
In questi due anni e passa io ho capito che se un blog di ricette, almeno uno piccolo come il mio, può avere un senso, oltre quello di essere un puro divertimento (che, perchè no, di tanto in tanto può passare anche da contest sponsorizzati) ed il canale attraverso cui liberare quella creatività che nelle ore di ufficio è chiusa nel cassetto – e occhio a non confondere la creatività col talento, che’ la prima ce l’abbiamo e possiamo svilupparla tutti, il secondo ce l’hanno in pochi – questo senso è quello ad esempio di parlare dei prodotti locali, delle piccole produzioni agricole che rischiano di essere spazzate via, delle iniziative coraggiose di chi questo senso cerca di darlo attraverso un’attività vera, cercando di non essere cancellato da un’economia alimentare di scala in cui la spesa si fa buttando nel carrello cibi scintillanti di pubblicità, accessibili nel prezzo, pratici da cucinare, dolci e golosi, o grassi e golosi, che hanno nella lista degli ingredienti le peggiori oscenità.

Dopo questa piccola prefazione 🙂 non vi stupirete se ho deciso di parlarvi di un ragazzo conosciuto qualche settimana fa, un ingegnere, (e ti pareva, che noia no, non è che ci si frequenta solo tra simili, è un caso :), si, ma Mimmo fa l’ingegnere chimico dal lunedi al venerdi ore d’ufficio e tutto il resto del tempo lo impiega per occuparsi (con vero, e genuino entusiasmo) della piccola azienda di famiglia, la Nicola Tancredi, un’azienda agricola che si trova a Controne (Salerno), le cui produzioni sono fondamentalmente olio extravergine di oliva biologico di olive denocciolate e fagioli di Controne, appunto.
Che si potessero denocciolare le olive prima di spremerle mi era completamente sconosciuto: Mimmo e mia cognata (è lei che me l’ha fatto conoscere, oltre ad essere la persona seria della famiglia in fatto di alimentazione, si diletta anche di degustazione di olii) mi hanno spiegato che l’olio in questo modo risulta essere molto più delicato e con un tasso di acidità inferiore ai normali extravergine, insomma, la qualità ne guadagna!

I fagioli di Controne, molti li conoscono già, sono una particolare varietà di fagiolo bianco la cui pellicina è molto sottile, cuociono per questo in meno tempo e sono più digeribili, e sono molto delicati al gusto: sono leggermente ovoidali ed hanno un colorito chiaro, direi perlaceo.
Il territorio di produzione è molto ristretto, e spesso vengono spacciati per fagioli di Controne altri tipi di fagioli meno pregiati.
Se tutto andrà in porto questi fagioli diventeranno anche un presidio Slow Food: per ora restano un prodotto di nicchia che vale la pena di provare, uno di quei gioiellini che andrebbero, e vanno , valorizzati.
Non è proprio facile trovarli in giro, ma appena sarà pronta la vendita on line sia che per i fagioli che per l’olio vi faccio un fischio, ecco, questa è la pubblicità che mi piace fare, guadagno zero ma soddisfazione, ‘na certa 🙂
Io ci ho pensato un bel po’ su come utilizzarli (per agevolare la meditazione ne ho usato una parte per farci una deliziosa zuppetta): la parola delicatezza rimbalzava in loop tra un neurone e l’altro e alla fine mi ha fatto pensare a quella ricotta meravigliosa di cui sono oramai dipendente. Ho provato per l’occasione ad essiccare le verdure come Cracco insegna e Virginia esegue perfettamente, ed ho ottenuto delle ottime, malleabile, verdure disidratate 😀
A farle diventarte anche croccanti e leggere ci provo la prossima volta 🙂

Ah, e i cucchiaini? Non vi sembra questa perla di fagiolo abbastanza chic per stare perfettamente a suo agio nelle vesti di aperitivo-finger food-fighetto? A me si 🙂

Ing:
100 g di fagioli di Controne
Odori (cipolla, sedano, carota, pomodoro)

250 g di crema di ricotta (la mia era di bufala)
sale, pepe
1 zucchina
4-5 pomodorini ciliegia
1 carota

Lessare i fagioli: io non li ho messi a bagno ma li ho coperti abbondantemente con acqua e li ho fatti cuocere a fuoco lento per circa 2 ore. Ho spento quando erano cotti ma non disfatti.
Mentre cuociono i fagioli potete preparare le verdure: pelare la carota e la zucchina e tagliarle a fettine sottili con la mandolina (o con il pelapatate). Affettare i pomodori, Adagiare lefettine di verdura sulla placca rivestita di carta forno, mettere in forno a 80 gradi lasciando lo sportello semichiuso. In questo caso il fatto che le verdure non siano completamente essiccate mi ha aiutato a dar loro una forma mentre le posavo sulla ricotta, se per caso coi riuscita ad essiccarle e a renderle croccanti l’effetto sarà ancora migliore (ora che ci penso, mi sa che ho tenuto la temperatura del forno a poco più di 50 gradi :).

Tritare finemente gli odori, metterli in casseruola con un filo d’olio e farli appassire: aggiungere i fagioli con parte dell’acqua di cottura, far insaporire a fuoco lento per almento 30 minuti, poi spegnere e far intiepidire.

Setacciare due volte la ricotta, condirla con sale, pepe, e se dovesse essere troppo asciutta, condirla con un filo d’olio (nella mia c’è una piccola percentuale di panna, quindi non ce n’è stato bisogno.
Mescolare bene e poi comporre i cucchiaini semplicemente adagiando su ognuno un po’ di fagioli e la ricotta, e guarnendo con una strisciolina di verdura o una fettina di pomodoro disidratati.
Vanno via uno dopo l’altro, avvisati 🙂

CONTRONE BEANS AND SOFT RICOTTA CHEESE APPETIZER SPOONS

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Ing:
100 g of beans from Controne
Vegetables (alf a onions, celery, half a carrot, tomato)

250 g of ricotta cheese (creamy)
salt, pepper
1 zucchini
4-5 cherry tomatoes
1 carrot

Boil the beans: I didn’t soak them but I’ve covered plenty of water and I made them simmer for about 2 hours. I turned off when they were cooked but not crashed.
While beans are cooking you can prepare the vegetables: peel the carrot and zucchini and cut into thin slices with a mandolin (or with a potato peeler). Slice the tomatoes, put the vegetables slices on the oven dish covered with oven sheet, bake at 80 degrees leaving the door half-closed. In my case the fact that the vegetables are only dried and not crispy helped me to give them a certain shape when putting them on the ricootta cheese: the effect will be even better with crispy chips (maybe I kept the oven temperature to just 50 degrees:).

Finely chop the vegetables (carrot, celery, onion, tomato), put them in a saucepan with a little olive oil and soften them: add the beans with a little of cooking water, season onto low heat for at least 30 minutes, then turn off and let cool.

Sift twice the cheese, season with salt, pepper, and if it seems to be too dry, season with a little olive oil (in my case there is a small percentage of heavy cream, whic made already my ricotta creamy).
Mix well and then prepare the spoons simply putting on each one a llittle of beans and cthe ricotta cheese, and garnished with a strip of dries vegetables stripes or a dries tomato slice .
They go away one after another, pay attention 🙂

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11 Comments on “Di fagioli in cucchiaio e di riflessioni in corso”

  1. Elvira, non è nemmeno il caso di dirti quanto apprezzi ciò che hai scritto, soprattutto questo:
    “ho capito che se un blog di ricette, almeno uno piccolo come il mio, può avere un senso,(…) è quello ad esempio di parlare dei prodotti locali, delle piccole produzioni agricole che rischiano di essere spazzate via, delle iniziative coraggiose di chi questo senso cerca di darlo attraverso un'attività vera, cercando di non essere cancellato da un'economia alimentare di scala in cui la spesa si fa buttando nel carrello cibi scintillanti di pubblicità, accessibili nel prezzo, pratici da cucinare, dolci e golosi, o grassi e golosi, che hanno nella lista degli ingredienti le peggiori oscenità.”
    Oh, e vai! Come sai è un'operazione che mi interessa molto fare.
    Perciò acchiappo al volo il tuo signor Tancredi e lo metto dentro la lista di Campania Ferax (dopo averti tirato le orecchie perché non me l'hai segnalato).
    Bacioni e…
    lo sussurro, ma preferisco di gran lunga un cucchiaino genuino, territoriale, fresco e saporito come questo a tanti fighissimi finger food. 🙂

  2. d'accordissimo con la riflessione, davvero non ho nulla da aggiungere alle tue parole esaurienti e intelligenti! basta guardare questi fagioli per capire che sono molto meglio di tanti strani bocconcini di cui è impossibile riconoscere gli ingredienti! deliziosi con la ricotta di bufala (adoro):D

  3. Son contenta tu abbia finalmente partorito questo post…per tutto, dalla ricetta, alle riflessioni che condivido …all'aver parlato di questo tuo amico … grazie:)

  4. @Barbara
    si, delicatezza volevo, e delicatezza ho avuto 🙂

    @Bread and breakfast
    io però se sono buoni mangio volentieri anche i bocconcini in cui gli ingredienti non sonocosì bn visibili, ma qui non c'è nulla di occulto, davvero 🙂

    @astrofiammante
    grazie mille per il pensiero di masciarmeli i cucchiaini, non li trovo mica facilmente!!! 😀

    @Terry
    ma grazie a te di aver avuto la pazienza di leggere. Buona domenica!

    @Giò
    brava, dici bene di nicchia, la produzione è limitata, ma merita di essere più conosciuta 🙂

  5. Le società furbe e poco oneste hanno per me trovato il modo di farsi pubblicità gratuita ( e non parlo per me, perchè se tu sei piccola, io sono microscopica e quasi inesistente).
    Sono assolutamente d'accordo con te nel portare avanti le piccole realtà del territorio, quelle sconosciute e quelle che hanno bisogno di aiuto.
    Questi fagioli, ne sono esempio, e sui cucchiai fanno assolutamente la loro figura. Chiccosissimi!

  6. Ma io mi chiedo dove fossi la settimana scorsa per essermi persa anche questo interessantissimo post.
    Elvi, faccio ammenda e ora vado a spulciarmi tutti i 2 anni di blog per vedere se non mi sono persa altro.
    Davvero, non so dove abbia la testa ultimamente

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