Calabria da bere: la “mia” cantina aperta!

Come previsto Giove pluvio non è stato clemente (o forse è stato prodigo, tutto è relativo), come non lo è stato il suo compare Eolo, che in uno dei pochi momenti in cui come lucertole affannate (affannate perchè precipitarsi in spiaggia al primo spiraglio di bel tempo, con tanto di lettini ed inutili creme protettive comporta una certa fatica fisica) provavamo a catturare quello sparuto raggio di sole, soffiava tanto vento che penso impieghero’ qualche giorno a scrollarmi la sabbia dalle orecchie.

Ora, sarà che almeno quest’anno non sento l’ansia da abbronzatura, sarà che quando devo indossare il costume da bagno mi prende un colpo :), sarà che in fondo avevo solo bisogno di relax, ma io questo pontone me lo sono goduta ugualmente tra lettura, attività di “giardinaggio”, shopping –coccole! – e………..vino!!!!

E si, perchè una cantina vicina a me (pur non sapendo fino all’ultimo momento dove sarebbe stato il mio “vicino”), l’ho trovata: è in provincia di Cosenza, si chiama Piana di Sibari ed è stata una piccola, felice scoperta, per diversi motivi: primo fra tutti, ho imparato un bel po’ di cose :).


Cominciamo con il territorio, che colpevolmente conosco così poco, nonostante da tanti anni la Sibaritide mi sia familiare: un territorio pianeggiante, a parte qualche dolce collina, che ha ospitato uno dei più importanti insediamenti della Magna Grecia, la cui città più grande dopo Taranto fu, appunto, Sibari.
Percorrendo le strade statali o provinciali, si attraversa una pianura fatta di agrumeti, risaie (presto il Carnaroli sibarita su questi schermi :), ulivi e viti.

Su una di queste dolci colline si trovano i vigneti dell’Azienda Agricola PIANA DI SIBARI , vigneti autoctoni di Gaglioppo, Magliocco, Greco, etc, vigneti di cui io, che non faccio testo, visto che la mia inesperienza in questioni vinicole rasenta l’ignoranza, non avevo mai sentito parlare.
Su queste terre l’azienda Piana di Sibari ha mosso i suoi primi passi qualche anno fa, con pochi ma moderni macchinari, in uno spazio non immenso ma ben organizzato, e con un entusiasmo che io ho percepito per intero mentre, pur essendo alla fine di una giornata intensa (sempre ritardatari noi!), il signor Cataldo ci guidava nella degustazione spillando i vini (IGT) direttamente dai tini, spiegandocene la composizione ed il processo di vinificazione, e deviando, a volte, verso la storia: una storia che parla di come, ad esempio, i romani avessero creato una condotta che dalle colline arrivava fino al mare, attraverso la quale facevano scorrere presumibilmente il vino e l’olio, che poi venivano inviati via nave in chissà quali luoghi. Frammenti di quella condotta sono stati trovati anche in contrada Stragolia (che dà il nome ai vini bianco, rosé e rosso), e sono bene in vista sul modernissimo torchio (foto brutte, omesse :(.

Cosa ho imparato sul vino: che il protocollo IGT è meno rigido di quello DOC, e consente al vinificatore di “sperimentare” un po’ di più nella composizione percentuale delle uve utilizzate per un vino.
Che il rosato si ottiene da uve rosse pigiate ma non lasciate fermentare con le bucce, e non mescolando vino bianco e rosso come forse sarà consentito da una direttiva europea (be’, non esageriamo, questo lo sapevo, ma la lagna su un’altra delle sconsiderate e dannose direttive europee in materia alimentare dovevo farla, anche se voci non ufficiali parlano di un ripensamento).
Che, a proposito di Doc, in Calabria non esiste solo il Cirò , ma anche il Donnici ad esempio, vino che prende il nome dalla frazione di Cosenza in cui viene prodotto.
Ho capito che, ma questo è un fatto puramente personale, posso amare inaspettatamente un vino rosé quanto e più di un rosso.
Ho imparato che un vino barricato (Torre Mordillo) può avere infiniti profumi e retrogusti, ignorando fino a quel momento che di questi infiniti profumi e retrogusti sarei riuscita addirittura ad azzeccarne uno, pur sussurrandolo al pavimento per paura di farci una magrissima figura: e invece no, l’esperto avrebbe confermato che quei chiodi di garofano si sentivano proprio, insieme all’amarena ed ai frutti di bosco individuati dai nostri improvvisati compagni di bevute (ops, di degustazione).

Sempre a proposito di barrique, ho appurato con sollievo di non dovermi attrezzare per per la caccia di cervi e cinghiali per poterlo gustare a casa, ma che è sufficiente un buon sugo di carne con i maccheroncelli calabresi fatti col ferro (e d’altra parte il ferretto della suocera per i fusilli cilentani ogni tanto va rispolverato 🙂

In tutto questo apprendere, motivati esclusivamente dal non dover bere a stomaco vuoto :-D, abbiamo gustato le delizie che Cataldo ed Elisa ci hanno offerto per accompagnare i vini (‘nduia, paté di olive verdi, asparagi selvatici conservati in olio d’oliva, così come le olive stesse, dolcissime e saporite, etc., un ottimo olio extravergine calabrese, etc.)

Al prossimo anno allora, e alle prossime cantine, sperando che siano sempre di più a credere nella apertura e nella condivisione di un patrimonio culturale come quello della viticoltura, soprattutto in regioni dove questa fiducia latita ancora un po’ :).

Print Friendly

22 Comments on “Calabria da bere: la “mia” cantina aperta!”

  1. Ciao bella donna!!!!!
    Io quest'anno invece ho una grande ansia da abbronzatura, mi si sposa il fratellino tra 3 settimane ed ho un vestito fuxia e viola, devo essere superabbronzata sennò mi sbatte in faccia…
    Non so nulla di vini calabresi, però posso farti una conferenza sul parco archeologico di sibari e su tutti gli insediamenti della magna grecia.

    Baciiiiii

  2. La calabria è una terra tutta da scoprire e valorizzare, sono sicuro che nei prossimi anni vedrà un crescente successo.

    PS. la contestazione alla nuova norma europea – folle – ci sta tutta! 🙂

  3. io ho lavorato per anni a cantine aperte in franciacorta..è una splendida manifestazione..l'unico neo è che se devi girare con la macchina devi trovare uno che si sacrifichi e non beva!:DDD eson pure calabra d'origine sai ?e sono d'accordo nel dire che la calabria ca assolutamete valorizzata di più….baci

  4. …prima base principale, esperienza favolosa amica mia! (ne so un'altra :))
    Seconda base principale: eri in Calabria e non sei passata dalla Sicilia?
    ahahahahahah
    ma quando ci vediamo?
    :*

  5. è stato un weekend di apprendimento molto utile, conoscere bene i prodotti locali è un passo importante. Il doc non permette molta innovazioni, in teoria bisogna rispettare un disciplinare di produzione rigido, ma molte grande aziende producono grandi vini nuovi fuori dalle doc di eguale qualità, ciao

  6. @Lydia
    fuxia e viola, wow, poi voglio vedere le fotoooo!! 🙂
    Guarda che io ti prendo in parola ed al prossimo incontro ti faccio fare una lezione di storia dell'arte della magna Grecia!!! 😀

    @Francesca
    Francesca, sai che non sapevo che fossi calabrese? Io ci ho incontrato il mio futuro marito secoli fa a Sibari, quindi pensa tu 😀

    @micheblog
    ma sai che da qualche parte ho letto che ci stanno ripensando (anche se solo la Francia in realta' si oppone, non si capisce perche' l'Italia no), ma sul sito della comunita' europea non c'e' traccia di questa retromarcia 🙁

    @genny
    infatti io a mio marito lasciavo giunto un sorso in fondo al calice, poverino! Si rifara' con le bottiglie che ci siamo portati a casa 🙂

    @Micaela
    ci vorrebbe un po' piu' di cura ed attenzione da parte delle amministrazioni pubbliche pero'….certi luoghi soffrono realmente di abbandono, ed e' un peccato 🙁

    @maricler
    sai che spesso c'e' un po' di soggezione (e parlo di me in prima persona)? Invece il vino e' convivialita', e non bisogna essere sommelier per apprezzare il vino buono, ma almeno svegliarsi quel minimo che basta per spegnere la TV quando nonno e nipote si beano di bere il vino del brick, o la cretina che ama le cose semplici e le multinazionali beve la Coca Cola sul ragu' materno 🙂

    @Claudia
    e' vero, dovevo ascendere un po' di piu'!!! Ci incontriamo dalla commari tua quest'estate??AH AH!!!
    Un bacio grande 🙂 (pensa che a NA hanno fatto la serata di cantine aperte in concomitanza con uno spettacolo di tango, forse ti sarebbe piaciuto….????? :P)
    :**)

    @Gunther
    gia', questa distinzione tra DOC ed altri vini non la conoscevo ed e' stata una scoperta, infatti questi vini sono IGT, ed i proprietari si sono “sbizzarriti” un po' 🙂

    @marsettina
    e sapevi che a Corigliano c'e' un castello molto bello??QUello sara' la mia prossima gita “fuori porta” in terra Sibaritica 🙂

    @Francesca
    @marsettina:vorrete mica dirmi che quest'anno Sibari si ripopola?? Eh eh! In questi giorni c'erano due gatti!

    @Aiuolik
    ma guarda che pure io non ci capisco niente, pero' ti assicuro che si fanno degli iincontri interessanti, gente semplice ed appassionata che ti contagia!!

  7. ecco che bello trovare qualcuno che si è goduta il ponte…che ama quello che fa che ha passione….p.s. non dirlo a nessuno ma pure io me la sono goduta! un bacione

  8. @Lo
    non lo dico a nessuno..hai fatto benissimo!!! 😉

    @Marsettina
    aspita, allora sei calabrese onoraria 🙂

    @Saretta
    diciamo che nonostante le condizioni meteorologiche avverse è stato proprio un bel WE, e poi, diciamolo, è la compagnia che conta 😛

    @

  9. E si non si smette mai di imparare, di vini poi, poco mi interesso, ma devo proprio dire, che dal tuo racconto é un mondo affasciante che vicino ad un buon piatto un'ottimo vino rende il tutto più raffinato, giusto al gusto fino infondo. A volte bevicchio qualche sorso é amando il pesce dovrei amare il vino bianco, invece no, adoro il vino rosso, quello corposo, rubino che basta davvero un sorso e la serata sorride.
    Un grande abbraccio ed un saluto alla mia Calabria…piovosa?…..

  10. bellissimo il tuo racconto nonostante giove pluvio e il suo compare eolo.
    esistono delle realtà inimmaginabili magari dietro l'angolo e questo andare in giro con gli occhi aperti è necessario per scoprirle.
    affascinante il mondo del vino anche se ne so troppo poco per potermi esprimere anche a me la direttiva europea mi lascia parecchio perplessa speriamo ci ripensino.

  11. @Mariluna
    anche io se devo scegliere tra bianco e rosso vado sul rosso, come dici tu, corposo, pieno….da noi c'è il Primitivo di Manduria, davvero una gioia per le papille 🙂

    La tua Calabria è stata ventosa, nuvolosa e piovosa, ma bellissima, come sempre!!!

    @Enza
    quanto hai ragione, eppure ad aprirli gli occhi si hanno delle sorprese bellissime, e si capisce perchè l'Italia sia tanto amata, a volte più dagli stranieri che da noi 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *