Aggiungi un posto a tavola, e rendilo gluten free

Polpette di ceci con salsa al baharat
Polpette di ceci (quasi-felafel) con salsa al bahtar
Riemergo dal torpore (o potrei chiamarlo letargo, vista la stagione e soprattutto il freddo barbino che fa), dicevo riemergo dal torpore per partecipare al contest raccolta di Simonetta, “Un celiaco a cena“, (trovate il logo con il regolamento nella colonna a destra, ma sbrigatevi, scade domani!) e non perchè abbia deciso di votare il blog ed i suoi (al momento) rari post alla partecipazione ai contest, ma perchè questo argomento mi sta molto a cuore, ne ho parlato diverse volte e molte delle mie ricette hanno l’etichetta “gluten free“.
Mi sta a cuore prima di tutto il discorso delle intolleranze alimentari, che in gran parte oggi possono essere aggirate con alimenti succedanei, ma che costituiscono comunque una limitazione nell’alimentazione di chi ne soffre, e secondo me anche nella vita sociale.
Mangiare una pizza in compagnia, prendere un te’ mangiando biscottini al burro con le amiche, fare un viaggio avventuroso mangiando quello che capita senza avere paura di sentirsi male, partecipare al festeggiamento di un collega che ha portato dei cornetti appena sfornati, sono alcune delle cose che certo non sono vitali, o necessarie alla sopravvivenza, ma insieme a tante altre contribuiscono a migliorare la qualità della vita. Sono cose di cui possiamo privarci per un po’, magari anche per un periodo di tempo molto lungo, ma essere intolleranti ad un certo alimento (o allergici) vuol dire mettersi in testa che per tutta la vita l’alimentazione dovrà adeguarsi a quello che il nostro corpo decide di accettare, significa prendere questo cambiamento come una “filosofia di vita“.
Se po fa’ e si può fare anche bene, ma c’è bisogno di un piccolo particolare: la collaborazione del mondo intorno!
Direte voi, ma che colpa ne ha il mondo intorno dell’intolleranza di qualcuno? Niente ovviamente, però chi in qualche modo interagisce con persone intolleranti ad alcuni alimenti può contribuire a rendere la “flosofia di vita” forzata come qualcosa che coinvolge nella vita sociale e nel piacere del cibo, e non come qualcosa che li tiene a distanza dall’una e dall’altro.
Oggi in particolare ho avuto un paio di riprove che, nonostante di celiachia si parli tantissimo, e nonostante purtroppo il numero di persone che ne soffre aumenti sempre di più, c’è tanta, ma tanta, ma tanta ignoranza sull’argomento, e soprattutto tanto menefreghismo e tendenza a considerare questa malattia come qualcosa di marginale e di stretto interesse della persona di cui ne soffre, sei celiaco, non è mica colpa dell’azienda o della mensa, arrangiati un po’ come ti pare.  (ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti è assolutamente intenzionale).
Per questo l’idea di invitare un celiaco a cena, e di preparargli un menu su misura, che magari faccia leccare i baffi anche ai commensali per cui il glutine non è veleno, mi è piaciuta da subito, e se non fosse stato per l’intolleranza alla cucina che mi ha un po’ preso in questi giorni 🙂 avrei preparato un piatto apposta per l’occasione, invece recupero qualche ricetta dall’archivio, e con questa cena festeggio il primo compleanno del blog di Simonetta, che è domani: auguri!
Il menu
Aperitivi
Primo
Secondo
Dolce
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28 Comments on “Aggiungi un posto a tavola, e rendilo gluten free”

  1. wow un gran menu completo! e tutto strabuono!
    intanto mi segno la ricetta della torta che mi intriga davvero molto 🙂 posso proporla a Natale ala mia cara amica celiaca!
    e in bocca la lupo per il contest!

  2. a me fa specie che il mondo intorno è sempre più intollerante….insomma sempre più persone non possono mangiare qualcosa…che cos'è? fragilità? difesa? inquinamento?
    però trovo che aggirare l'ostacolo, pensare a nuove soluzioni non fa bene solo ai nostri ospiti…aiuta ad aggirare l'intolleranza …in tutti i sensi! baciotto

  3. @Aiuolik
    e' una raccolta d'oltreoceano 🙂

    @Cey
    grazie 🙂

    @fantasie
    e' vero che non lo sono, ma penso sempre “e se lo fossi?” 🙂

    @Lydia
    prmai i felafel sono nell'albo degli spatasci (quelli redenti pero')

    @Gio
    se non dici che c'e' la rapa rossa non se ne accorgera' (be', tranne per il colore… 🙂

    @Diletta
    :))))) Come si fa un sorriso grande?

    @Lo
    me lo chiedo anche io, intolleranze e allergie sono ormai diffusissime, e secondo me non c'e' altro motivo che l'ambiente in cui viviamo e cio' che mangiamo…

  4. Grazie a Dio non sono intollerante a nulla se non alle persone maleducate e cattive.Ma qui ho a che fare con una personcina dal cuore grande!
    Brava Elvira hai steso un menù degno di un ristorante!Bacione

  5. Ti adoro, il post é spettacolare, le ricette super, e sono contenta di averti fatto riprendere il blog, perché mi mancavi, mancavi a tutti e anche ai celiaci che a volte studiamo le ricette per vedere come diavolo tradurle..ma oggi no, oggi siamo tutti a cena da te felici.
    Un abbraccio forte forte da sud

  6. ma sai che quasi quasi ti copio? dovrei avere anche io un po' di ricette senza glutine nel blog…
    ogni tanto lo dovremmo fare tutti, mangiare cose senza glutine o lattosio, e provare a cucinare senza questo o quello, è un bell'esercizio in tutti i sensi

  7. questo menù è magnifico, sarà anche gluten free, per nulla proibitivo, alcune cose come le polpette di ceci le ricordavo invece non ricordavo più la torta con le barbabietole che avevi fatto una tentazione troppo forte per il mio natale mi piace

  8. come avevo fatt a perdermi una cena così sontuosa??? bellissima!

    e comunque hai ragione, spesso si trova tanta disponibilità, ma altre volte niente.
    e soprattutto è difficile quando si va a caso: l'altra sera sono stata a un'apericena, e per me non c'era niente se non delle crudité. mi sono sfamata a finocchi! sconditi!

    e invece fossi capitata da te… mi piace tutto di questo menu… pure la torta di rape rosse 😉

  9. complimenti! 🙂
    e grazie perchè ho partecipato solo perchè ho visto il tuo menù e ne ho fatto anche io uno al volo, mica avrei mai pensato di vincere, dove sei finita non è ora di tornare? 😉

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